UN PASSATO DI ABUSI SESSUALI, DI DROGA ED ALCOL. COME LA MISERICORDIA DI DIO MI HA SALVATA E LIBERATA DAL LESBISMO.
Mio padre lavorava molto e non era affettuosissimo né fisicamente né sentimentalmente. Sapevo che mi voleva bene ma non mi dava attenzioni, facendomi mancare quella certezza di essere una ragazza. Tuttavia, mi ha dato quella sicurezza di essere fisicamente forte. Mia mamma era molto affettuosa e mia nonna pure. Ricevevo, quindi, il maggior affetto da loro.
Mi ricordo che all’età di cinque anni volevo essere un ragazzo. Giocavo con i maschi ed ero un maschiaccio. Mi ricordo che mi piaceva una signora, una nostra vicina. Avevo una cotta per lei, anche se non era proprio sessuale, ma era qualcosa di strano… Sarei andata a casa sua solo per stare con lei.
Alle elementari le mie compagne non volevano giocare con me perché ero un maschiaccio e non mi comportavo come loro. Mi hanno rigettato anche perché mentre il loro corpo si sviluppava, il mio restava lo stesso. Quando giocavo nel quartiere con le mie cugine e le altre bambine, io facevo sempre i ruoli maschili, il fidanzato o il marito; ho fatto anche finta di avere dei rapporti sessuali con loro. Assomigliavo sempre di più ad un maschio e cominciavo a pensare di avere rapporti sessuali con i ragazzi.
Durante gli anni della preadolescenza gli amici di mio fratello che erano cinque anni più grandi di me hanno iniziato ad abusare di me sessualmente e li lasciavo fare perché volevo la loro attenzione. Ai tempi del liceo ho cominciato ad imitare i comportamenti molto femminili di mia sorella, e ci riuscivo bene! Verso i quindici anni ho cominciato ad avere rapporti con i miei vari fidanzati. Ne ho avuti due al liceo e mi sono sposata con uno di loro all’età di diciotto anni.
Prima di sposarmi delle donne mi hanno fatto delle avance per ben due volte. Le ho ignorate ma è come se avessero piantato nel mio cuore un seme di lussuria che è cresciuto insieme a tutti gli altri semi piantati durante tutta la vita. Scacciavo i pensieri lesbichi dalla mia mente e il mio matrimonio continuava.
Un anno dopo ho lasciato mio marito e sono diventata una donna molto “facile”, sperando di restare incinta. Il mio ex marito non mi sembrava molto triste dal divorzio allora ho pensato che tutto sommato non mi avesse mai amato veramente.
Mi sono lasciata andare e mi sono messa in situazioni compromettenti. Avevo l’impressione di cacciarmi da sola nei guai. Una volta sono stata violentata ad una festa ed al lavoro due capi hanno provato ad abusare di me. Avevo molte avventure da una notte e via, insieme ad altre brutte esperienze. Ho iniziato ad odiare gli uomini e già odiavo me stessa.
Ho conosciuto un uomo e abbiamo convissuto per tre anni a intervalli. Ho provato a rimanere incinta di lui ma senza successo. Pensavo che mi amasse veramente, ma ho rigettato il suo amore credendo che fosse troppo buono e che alla fine se ne sarebbe reso conto e mi avrebbe lasciato.
Mi sono sentita fallire come donna, per le mie forme piatte, la sterilità, il matrimonio andato in frantumi e per la mancanza di affermazione da parte di mio padre nel passato, senza parlare delle menzogne che il nemico mi sussurrava. A causa di tutto ciò ho cominciato a pensare alle donne.
Sono andata in un discoteca gay per la prima volta quando avevo ventitré anni e mi sono immersa in questo stile di vita. Ho pensato che finalmente avevo trovato quello che mi era sempre mancato nel corso di questa vita turbata. Questo stile di vita mi ha portato a drogarmi e a fare uso di alcol. È stato soltanto grazie alla misericordia di Dio che sono ancora viva e che non sono mai stata messa in prigione. Dopo molte avventure e relazioni da una notte, ho incontrato una donna che aveva quattro bambini. Sono rimasta con lei crescendo i suoi bambini per quattro anni. Questa relazione mi ha portato a fare un uso eccessivo di droghe e alcol. La mia fidanzata è diventata una prostituta e tempo pieno e ho iniziato a vendere droga. Crescevo i bambini praticamente sola.
Alla fine l’ho lasciata perché era diventata troppo violenta nei miei confronti e beveva. Avevo paura per la mia incolumità! Il mio cuore era in frantumi al momento di lasciare i bambini che erano diventati come i miei figli. Dopo qualche altra esperienza dolorosa ho conosciuto una persona ed ho vissuto con lei un paio di anni. Insieme abbiamo abbandonato la droga e l’alcol e la mia vita ha cominciato ad avere un margine di miglioramento. Eravamo amiche e abbiamo deciso di rimanere così e vivere insieme negli anni successivi.
Avevamo entrambi delle brevi relazioni con delle donne, ma restavamo coinquiline. Una sera ho conosciuto in discoteca una ragazza e ci siamo messe assieme. Credevo fosse la persona giusta, quella che aspettavo da tutta la vita! Allora ho investito tutto in questa relazione. Ma dopo più o meno un anno ha cominciato a frequentare una mia ex alle mie spalle e mi ha lasciato per lei. Ero sopraffatta dalla tristezza.
Un anno dopo mia sorella si è trasferita alle Hawaii ed è diventata cristiana! Senza che io lo sapessi, lei ed un gruppo di donne hanno iniziato a pregare per la mia salvezza. Mi ha invitato ad andarla a trovare alle Hawaii e ho accettato l’invito. Mi ha chiesto di venire in chiesa con lei ma ho rifiutato. Poi mi ha invitato ad andare insieme ad un evento di “Gioventù in Missione” (YWAM). Ho accettato a malincuore.
Notavo che tutti i cristiani attorno a me avevano l’aria felice e libera! Mi sono incuriosita perché ero tutto tranne libera! Improvvisamente un misto di emozioni ha cominciato a sorgere dentro di me contro i miei genitori, per il fatto che non mi avessero cresciuta cristiana. Pensavo che per essere cristiani bisognava essere cresciuti in una chiesa.
Mi sono sentita senza speranza perché avevo l’impressione di non poter raggiungere quello che stavo vedendo attorno a me. Ma il Signore è davvero meraviglioso! Conosce esattamente quello di cui abbiamo bisogno di vedere, ascoltare o provare per venire a Lui. Ad ogni modo sono ritornata in California e pure allo stile di vita omosessuale, ma qualcosa era cambiata! Non potevo liberarmi del pensiero di Dio nella mia testa e anche in discoteca gay bevevo e parlavo di Dio alle persone!
Mia sorella mi aveva regalato una cassetta di musica cristiana e continuavo ad ascoltarla! Cos’era successo? Avevo trentotto anni e avevo passato quindici anni nel mondo gay. Non ne potevo più! Ho chiamato mia sorella e le ho chiesto: “Ok, come posso seguire Dio?” Mi ha detto di entrare nella mia stanza, pregarLo e domandarGli di entrare nella mia vita e di rivelarsi a me. E così ho fatto.
Una settimana dopo ho chiamato mia sorella per chiederle della sola cosa che mi turbava: “Pensi che posso rimanere gay e seguire Dio allo stesso tempo? Penso che si possa fare, giusto?” La sua risposta è stata semplice ma molto inspirata. Mi ha risposto semplicemente: “Boh, non lo so. Perché non Gli chiedi tu stessa?”
Visto che avevo ricevuto Dio, il Suo Spirito era già in me per rispondere a tutte le mie domande. Ho messo da parte le idee e i desideri personali e cercavo sinceramente la Sua risposta. Potevo sentire la Sua risposta, era quasi udibile ed era: “O tutto o niente!” Poiché a quel momento Lo desideravo troppo, dunque ho detto: “Allora, ti darò tutto!”
Da quel giorno non sono più tornata indietro. Era il 1993. Continuavo a vivere con la mia amica lesbica di lunga data come coinquiline. Il Signore mi ha fatta restare lì per tre anni. Penso perché voleva che io fossi Sua testimone per la mia amica e per tutte le altre amiche che vivevano ancora lo stile di vita omosessuale, per mostragli che questo cambiamento era reale e che Dio ne è l’autore e che voleva la stessa cosa per loro.
Il Signore ha trasformato la mia vita radicalmente! La mia vita non è priva di lotte o prove ma adesso ho la pace e la speranza reali! Non cambierei mai quello che Dio ha fatto nella mia vita in cambio di tutto quello che il mondo può offrirmi. Oggi vivo solo per Lui proclamando agli altri quello che il Signore ha fatto nella mia vita. Voglio che tutto il mondo Lo conosca e sappia quanto li ama e voglia essere nella loro vita.

