Carla Gastrock Pena (Filippine)

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DA PUBBLICITÀ GAY A PUBBLICITÀ PER GESÙ

È strano come si utilizzi ancora la nostra foto per rappresentare l’omosessualità e l’«amore». Ci tengo ad essere chiara: io ed Ana ci siamo lasciate perché abbiamo scoperto una cosa più grande di questa relazione, Gesù Cristo.

Io ed Ana stavamo insieme da 6 anni. Sì, ci siamo innamorate, ma solamente dopo un po’ di tempo abbiamo cominciato a sentire il vuoto. Questo rapporto non riusciva a soddisfarmi. Ero sempre arrabbiata con lei, dandole la colpa per come mi sentissi. Abbiamo pensato che bisognava rendere il nostro rapporto più “frizzante”, più vivo. Così abbiamo iniziato a fare uso di droghe. Sì, eravamo felici quando eravamo strafatte, ma soltanto finché duravano gli effetti stupefacenti, poi il vuoto ritornava, ma in realtà era stato sempre là.
Ci siamo ritrovate depresse, addirittura soffrivamo di crisi di panico acute dovute alla droga. Sono arrivata anche al punto di volermi suicidare. Sapevo che avevo bisogno di aiuto, ma non sapevo a chi rivolgermi… È stato a questo punto che ho cominciato a parlare con Gesù. Non sapevo cosa dirgli all’inizio e come pregare, ma le parole sono cominciate a scorrere spontaneamente dalle mie labbra. Mi sono abbandonata completamente a Lui e mi sono ravveduta dai miei peccati.

È triste perché spesso per la maggior parte di noi Gesù è solo l’ultima spiaggia, quando invece è sempre stato presente, davanti a noi incessantemente. Non è che sono diventata una religiosa adesso; se mi conoscessi da tanto, sapresti che non lo sono affatto. Prendevo in giro la gente che parlava di Dio. Ma Dio è REALE. Abbiamo attinto da Colui che non avremmo mai potuto immaginare.

Non ne parlo mai troppo, ma credo che sia il momento di dire che non rappresento più l’amore che la comunità LGBT crede. Ora rappresento Gesù. Amo tutti i miei amici col vero amore a la vera gioia che Dio mi ha dato, che debordano da me. L’odio, la mancanza di sicurezza, il vuoto, la rabbia non mi dominano più. Sono contenta di dire che io ed Ana abbiamo adesso un rapporto di sorelle in Cristo, senza più quell’«amore» che pensavamo di conoscere. Il nostro amore è pieno dell’amore incondizionato di Cristo.

Spero che non pensi che questo sia un messaggio di odio. C’è un articolo che usa ancora la foto mia e di Ana per rappresentare l’omosessualità, e credo di avere il diritto di condividere quella che io so essere la Verità. Mi spiace per chi ha deciso di utilizzare la nostra foto nell’articolo, ma tutto questo per me ormai non conta più nulla. Alla fine, quando saremo morti, la nostra carriera, il successo, i soldi e la celebrità non ci saranno nemmeno più. Dopo tutto non sono così importanti come crediamo… Tutto quello che conta è dove andrai e dove sfocerà la tua vita dopo la morte. Gesù è l’UNICO cammino e l’UNICO che può colmarti. Non puoi fare diversamente. Accetto l’odio nei miei confronti per così dire, ma spero che ascolterai quello che sto raccontando con una mente ed un cuore aperti.


E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato. (Vangelo secondo Matteo 10:22)


Non ho l’intenzione di ferire qualcuno pubblicando la mia testimonianza. L’amore che Dio mi ha dato è così grande che voglio che le persone si rendano conto che esiste di più in questa vita che possiamo avere, molto di più.


Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Lettera ai Galati 2:20)