Per molti anni e negli ultimi dieci anni, gli scienziati e gli psicologi di tutto il mondo hanno provato a spiegare le cause scatenanti dell’omosessualità. Grazie a questi studi, oggi possiamo affermare che l’omosessualità, nella maggior parte dei casi, è originata dalla mancanza di identificazione di un/a bambino/a col genitore dello stesso sesso.
In questo senso, la salute di un bambino dipende da tre relazioni importanti:
Madre-Bambino, Padre-Bambino, Padre-Madre
Un bambino ne è influenzato e reagisce a seconda di come ha vissuto questa relazione triadica (Padre-Madre-Figlio), cosicché non si può chiudere un occhio sull’importante ruolo che i genitori giocano nell’acquisizione dell’identità maschile o femminile in un bambino. Il padre e la madre sono i nostri primi e più influenti modelli sul significato di essere uomo o donna, quei modelli che ci aiutano a determinare quali caratteristiche impariamo e quali sono intrinseche della nostra identità di genere. Attraverso la relazione con i genitori, la qualità sostanziale di mascolinità o femminilità del bambino è accolta, rafforzata e chiamata ad una maturazione ed un equilibrio crescenti.
L’IMPATTO DEL GENITORE SUL FIGLIO DELLO STESSO SESSO

Il ferro forbisce il ferro; così un uomo ne forbisce un altro. (Proverbi 27,17)
Attraverso il genitore dello stesso sesso otteniamo (oppure no) una fonte necessaria di identificazione che integriamo come parte della nostra qualità mascolina o femminina.
Un bambino maschio ha dei bisogni che soltanto il padre può soddisfare; lo stesso vale per una bambina e con sua madre. I bisogni del bambino maschio possono essere riassunti in tre parole: vigore, forza e protezione. E’ vitale per i maschietti sviluppare una personalità attiva invece di una passiva.
Con l’aiuto di suo padre il bambino si sente libero di esplorare il suo mondo ed imparare mediante prove ed errori. Il vigore, la forza e la protezione di suo padre fanno in modo che questo sia possibile. Questi sentimenti che suo padre gli trasmette, si trasferiscono con amore, affermazione ed un senso di appartenenza. Il bambino si sente al sicuro nell’identità di suo padre e accetta questa identità per lui.
COSA HA SPINTO UN UOMO OMOSESSUALE AD USCIRE DA QUESTI BINARI E CERCARE UN PARTNER SESSUALE DELLO STESSO SESSO?
Anche se alcuni uomini possono essere coscienti di ciò, la loro ricerca non è di sesso, ma di intimità. Stanno cercando in un altro uomo quegli elementi di amore paterno che gli sono stati negati. L’omosessualità è una ricerca di vigore, forza e protezione da parte di una figura maschile per sentirsi restituito il padre che non si sente di aver avuto.
Questa interruzione tra il vincolo Padre-Figlio può essere causata da molti fattori, come l’assenza del padre o della figura paterna: tanti bambini crescono con uno zio, un nonno, un cugino, un fratello o anche un amico come modello di mascolinità; un padre assente per questioni di lavoro o di indifferenza, un padre violento o che picchia suo figlio e, fattore molto imperante nella cultura latina, la figura forte di una madre iperprotettrice ed un padre con profonde convinzioni machistiche, possono essere delle cause scatenanti.
Se per alcune ragioni il bambino percepisce il genitore dello stesso sesso come dannoso o che lo rifiuta, si interrompe quel collegamento e la normale connessione prima citata.
In alcuni casi, il genitore non ha avuto valore perché magari è stato assente per motivi di salute o divorzio. In alcuni casi, il genitore è psicologicamente lontano ed ha poca interazione col figlio. Anche nei casi in cui il bambino ha ricevuto abusi o maltrattamenti, il genitore ne ha una grande responsabilità; può per tutta la vita identificarsi come un oggetto sessuale degli uomini (se è stato abusato da un uomo) o incolpare i suoi genitori di non essere stati in grado di proteggerlo. Alcuni possono quindi essere poco disposti a relazionarsi nuovamente col genitore, dicendo: “Tu mi hai fatto del male”, “Mi aggredisci con parole offensive come «non fare la femminuccia…sembri una ragazza» e quindi prendo le distanze da te.” E, invece di unità col padre, si ha separazione e il bambino assetato di identità, non avendo trovato nel padre un modello di crescita, spostata dunque questa ricerca in direzione della madre e seguendo lo stesso esempio, di una madre iperprotettiva che nel suo tentativo di proteggere suo figlio ne nuoce involontariamente l’identità; quindi il bambino comincia ad apprendere i modelli di genere opposto.
Quanti padri ai giorni nostri pensano ancora che il dimostrare ad un figlio maschio affetto e amore sia un segno di debolezza e mancanza di virilità, quando invece l’effetto è proprio inverso?
CAUSE NON SESSUALI
Le radici dell’omosessualità pertanto non sono sessuali. Il desiderio di interazione, scambio sessuale proviene semplicemente da un desiderio di amore, sicurezza, affermazione e -come alcuno dicono- di “stare bene”.
Non avendo una figura maschile che li protegge, li incoraggia e li ama come loro vorrebbero, il timore e l’isolamento cominciano ad essere sensazioni quotidiane e problemi psicologici in un bambino che non ha legame, connessione con una figura paterna.
La mancanza di un modello dello stesso genere, crescendo, crea delle problematiche al bambino. Se un bambino maschio subisce solo l’influenza della madre, reagirà al mondo nel modo in cui crede che sua madre reagirebbe. Il bambino comincerà ad avere problemi nel relazionarsi con i compagni di scuola dello stesso sesso; i suoi compagni noteranno rapidamente il suo effeminamento e lo prenderanno in giro, escludendolo dal giro di amicizie. In questo modo al bambino gli viene completamente preclusa un’altra possibilità di trovare l’affermazione maschile dai suoi coetanei dello stesso sesso.
Invece una bambina che ha sviluppato una forte identità con suo padre, a sua volta si troverà spesso separata dal gruppo di compagne e dagli interessi comuni che le uniscono.
Uno dei principali e fondamentali problemi dell’omosessualità è una mancanza di appartenenza e affermazione. Il rigetto da parte dei coetanei può giocare un ruolo importante nell’affermare il sentimento di sentirsi diverso. I bambini “diversi” si trovano di fronte ad una appartenenza negata. Poiché non appartengono al gruppo dei bambini della scuola per il fatto di essere deboli, chiusi in se stessi, passivi, ammanierati, cominciano una ricerca di un sentimento di intimità che gli è stato negato, incapaci di condividere segreti e cameratismo che il resto dei ragazzi ha.
Così il bambino interpreta: “Mio padre mi rigetta, i miei compagni dello stesso sesso mi rigettano”, quindi decide di isolarsi e costruire un muro invisibile tra sé e le persone del suo stesso sesso, dal momento questo gli causa dolore e rifiuto. E ancora un’altra volta a livello più forte troverà il senso di appartenenza e di sicurezza solamente in sua madre, riconfermando ancora di più quel vincolo con lei.
COMINCIA IL PROCESSO VERSO L’OMOSESSUALITÀ
Un bambino che ha sentito il dolore del rifiuto comincia ad invidiare sub-consciamente il poter essere accettato dagli altri uomini; qui inizia un processo che porta il bambino o l’adolescente verso quello che alcuni chiamano “orientamento sessuale”.
Tutto inizia con un semplice CONFRONTO del bambino con gli altri. Sentendosi inferiore rispetto a tutti gli altri, pertanto arriva alla conclusione che è diverso dagli altri.
Arrivando alla scoperta che non può conformarsi alle regole del gruppo, il bambino smette di provare ad interfacciarsi con i suoi amici e si limita ad ammettere la sua debolezza.
Questo comincia a svegliare nel bambino una AMMIRAZIONE per quelli che lui percepisce in qualche modo migliori di lui. Comincia a notare che sono più bravi di lui nello sport, sono più forti, più belli, hanno un corpo migliore, sono più intelligenti e tutto un concentrato di virtù. Inizia dunque a provare una ammirazione predominante per quelli che hanno pregi e qualità che il bambino vorrebbe avere.
In qualche modo nel corso di questo processo questa ammirazione comincia a trasformarsi in INVIDIA ed un forte desiderio di possedere. Generalmente c’è sempre una persona speciale che è oggetto di questa invidia ed ammirazione, così il bambino cresce ed arriva alla pubertà, riaffermando una e più volte per mezzo di ogni evento traumatico nella sua vita sociale questo processo.
Nella pubertà, mentre il desiderio sessuale comincia ad emergere, questo desiderio si dirige semplicemente in direzione di quello che il bambino ha focalizzato, il suo oggetto di ammirazione e di invidia, e a questo punto questa invidia si converte in un desiderio erotico. Nella vita, per molti, questo processo non giunge al termine, ma per la persona omosessuale questo desiderio sessuale nei confronti di una persona del suo stesso sesso gli sembra assolutamente naturale, dovuto al fatto che è iniziato come un desiderio non sessuale, un semplice desiderio di appartenenza e affermazione.
Decenni dopo, la persona omosessuale si può ancora trovare in una ricerca di sostituzione di questo primo amore. Desiderano fortemente che questa persona sia il loro “migliore amico”. Hanno fantasie sul rimanere soli con questa persona e poter relazionarsi intimamente con essa.
Con l’esperienza di aver ascoltato centinaia di storie su come l’uomo arriva a scoprire la sua omosessualità, questi fattori sono sempre coinvolti. La mancanza di una figura paterna, il rigetto da parte dell’entourage dello stesso sesso, una madre iperprotettiva e, per finire, durante la pubertà un “innamoramento” per un uomo nel quale si vedono grandi virtù che non si vedono in se stessi.
Abbiamo scoperto che la causa dell’omosessualità si sviluppa lungo un periodo di tempo, dall’infanzia all’adolescenza. Vista la sua precoce manifestazione, può apparire come qualcosa di innata, naturale o costituiva della persona, però non lo è. In qualche luogo nella pubertà la persona diventa cosciente del fatto che questo interesse per le persone dello stesso sesso non è normale e che i suoi coetanei o compagni stanno cambiando i loro interessi in direzione di un desiderio verso il sesso opposto, il disegno naturale della sessualità che Dio ha creato, quello tra un uomo ed una donna.

