L’ATTRAZIONE VERSO LO STESSO È UN PECCATO?
Ogni volta che scrivo sul sempre controverso tema dell’omosessualità, anticipo e mi preparo mentalmente alle opposizioni. Tutti sembrano avere una forte opinione sulla questione e molti non si vergognano di esprimere le loro opinioni (a condizione che si trovino dietro allo schermo di un computer). La maggior parte delle volte, le frecciate del criticismo sono lanciate dagli archi dei gay non credenti dichiarati o dai “cristiani” teologicamente liberali che credono che Dio benedica le relazioni [sessuali] tra persone dello stesso sesso. Tuttavia, ci sono delle eccezioni.
Negli ultimi anni, dopo che uno dei miei pezzi è stato ripubblicato nel sito di The Gospel Coalition, la maggior parte delle risposte critiche erano pubblicate da cristiani credenti nella Bibbia che, come me, credono pure che il comportamento omosessuale sia peccaminoso. Ma, diversamente da me, credono anche che provare delle mere attrazioni per lo stesso sesso sia un atto volontario di peccato. Un grande numero di lettori si è congratulato con me per essermi allontanato dai comportamenti omosessuali, ma hanno anche insistito sul fatto che le mie costanti battaglie contro l’attrazione per lo stesso sesso indichino che io non sia sinceramente e pienamente sottomesso a Dio. Alcuni hanno detto che Dio non piacerò a Dio finché le mie attrazioni per lo stesso sesso non avranno smesso di esistere.
Hanno ragione? La mia sola attrazione per lo stesso sesso è un peccato? Mi è possibile piacere a Dio fintanto che queste sensazioni persistono?
La mia risposta concisa è no. Non penso che questa gente abbia ragione. Ma nemmeno penso che la comune confutazione sia corretta. Molti cristiani insistono sul fatto che non ci sia nulla di male nel provare semplicemente desideri romantici e sessuali nei confronti dello stesso genere. Credono diventi un problema dal momento in cui si agisca secondo queste voglie. Il comportamento omosessuale è sbagliato e peccaminoso, dicono, ma le sensazioni, secondo loro, sono moralmente neutrali. Non vedono nulla di sbagliato nell’avere un “orientamento gay”. Sebbene io condivida maggiormente questa posizione, non posso abbracciarla a pieno.
Molti cristiani concordano con la Bibbia che chiaramente insegna che coinvolgersi in comportamenti omosessuali sia peccato. Ma cosa dice la Bibbia sul provare sensazioni [emozioni, sentimenti] omosessuali? È peccato semplicemente provare attrazione romantica e sessuale verso lo stesso genere? Penso che potrebbe esserlo. Non credo che una persona commetta un peccato sessuale semplicemente provando una tentazione involontaria, spontanea. Ma penso che una persona commette peccato qualora scelga di intrattenere lussuriosamente i pensieri tentatori anziché dirottare l’attenzione mentale a Cristo.
L’altro giorno stavo scendendo la strada e ho sentito una improvvisa attrazione sessuale per un ragazzo che passava, ma ho immediatamente reso questo pensiero captivo e fatto a pezzi per mezzo del potere dello Spirito. Non penso di aver peccato. Piuttosto ho glorificato Dio per aver trionfato in un momento di tentazione. Ma cosa sarebbe successo se non avessi reso captivo quel pensiero? Cosa, se avessi lasciato uscire fuori la carne, anche per poco, in una fantasia lussuriosa? Avrei commesso un peccato anche se tecnicamente non avessi agito? Sì, assolutamente! Agire non è necessario per peccare. È possibilissimo peccare in segreto nel quadro dei pensieri e delle intenzioni del cuore. Gesù ha domandato: “Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Vangelo secondo Matteo 5:28).
Gesù non ha condannato il provare una involontaria e spontanea tentazione di peccare sessualmente; ha condannato il guardare con una intenzione lasciva. L’intento lascivo è la chiave di volta qui. Quando il ragazzo in strada mi è passato davanti, la mia attrazione iniziale per lui non era intenzionale. È successa e basta! Ho distrutto il pensiero fissando la mia mente su Gesù e dunque non penso di aver peccato. Ma se avessi intenzionalmente continuato ad intrattenere questo pensiero involontario e mi fossi permesso di fantasticare con concupiscenza, avrei peccato.
Ricapitolando, c’è differenza tra tentazione e concupiscenza [brama, desiderio]. La tentazione è un’esperienza involontaria di uno stimolo inaspettato verso il peccato. La tentazione non è peccato. Concupire è un consenso volontario ad una tentazione di natura sessuale che si infetta e cresce per il proprio godimento perverso. La concupiscenza è peccato.
Ad ogni modo, quell’attrazione iniziale che ho provato in strada nei confronti di quel ragazzo era naturale o moralmente neutrale? È paragonabile con un uomo sposato che è istintivamente attirato da una donna che non è sua moglie? Non lo penso. Nonostante io non creda che il provare involontariamente e semplicemente dei desideri omosessuali costituisca peccato, non credo nemmeno sia un’esperienza naturale o moralmente neutra. Il desiderio omosessuale non è parte del disegno originario di Dio ma è venuto correndo sulla scia del peccato originale. È completamente innaturale.
Se Adamo non fosse mai caduto e la natura umana non fosse mai stata corrotta dal peccato, la tentazione di commettere atti omosessuali (o eterosessuali, come la fornicazione [cioè le relazioni fuori dall’unico matrimonio concesso da Dio o fuori dal piano procreativo], la pedofilia, lo stupro) non sarebbe esistita nel cuore umano. Quando Adamo ha peccato contro Dio, la sua natura si è corrotta e la sua discendenza ha ereditato questa natura corrotta. Non siamo nati buoni e neanche moralmente neutri; “siamo stati formati nell’iniquità e concepiti nel peccato” (Salmo 51:5). La nostra natura peccaminosa è il pessimo terreno da cui sorgono le perversioni sessuali.
Tuttavia, qualcuno potrebbe affermare che Gesù, la cui natura non è stata corrotta dal peccato, è stato tentato da atti omosessuali perché la lettera agli Ebrei 4:15 dice “che è stato tentato come noi in ogni cosa”. Se queste persone hanno ragione, e Gesù veramente è stato tentato dal commettere atti omosessuali, è logico evincerne che sia stato tentato da ogni tipo di peccato sessuale, inclusa l’eterosessualità (come sopra). Ad ogni modo, è la mia opinione che questo verso non significa che Gesù è stato tentato dal commettere ogni tipo di peccato dai quali l’uomo è tentato. […]
Allora, cosa significa per le persone come me che provano questo desiderio quotidianamente? Devo vivere in un costante stato di agitazione autocommiserativa, rimproverandomi sempre di quanto sia un corrotto e inutile ammasso di schifezze? No! La buona notizia dell’Evangelo è che sebbene io sia completamente imperfetto, Dio mi ama e ha mandato suo Figlio a salvarmi dalla corruzione. Siccome Dio mi ha fatto vivere insieme a Cristo, non mi identifico più secondo la mia carne e secondo tutte le voglie distorte che provengono da essa. Io non sono la stessa cosa della corruzione che è dentro di me; io sono giustizia di Dio in Cristo.
Credo che la mia attrazione per lo stesso sesso continuerà a diminuire mano a mano che Dio continua a santificarmi. Ad ogni modo, anche se le lotte contro la tentazione per lo stesso sesso di adesso non sono per niente paragonabili a quelle che avevo prima, credo che ad un certo livello il modello di tentazione probabilmente persisterà fino alla mia morte o al ritorno di Cristo. E fino a che una di queste cose succeda, griderò sinceramente e pieno di speranza come l’apostolo Paolo:
O miserabile uomo che sono! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Io rendo grazie a Dio per mezzo di Gesú Cristo, nostro Signore. Io stesso dunque con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato. (Lettera ai Romani 7:24-25)
Il sito ufficiale di Matt: http://www.moorematt.org/
