Oscar Orosco (Colombia-USA)

EX TRAVESTITO GLI ABUSI DI MIO ZIO LA PROSTITUZIONE E LA BIBBIA DI MIO FRATELLO

Oscar Orosco Ochoa ha avuto una vita drammatica fino a quando ha conosciuto la Parola di Dio. Ha percorso il mondo dell’alcolismo, della tossicodipendenza e della prostituzione omosessuale. Ma dopo 20 anni ha avuto un incontro con Dio.

Correvano gli anni Ottanta, quando Oscar era un bambino di soli 7 anni che ha sofferto la furia oscena dello zio che gli ha sottratto l’innocenza sessuale. Questo violento e silenzioso atto impudico ha orientato la sua sessualità verso l’omosessualità. Come se non bastasse, suo padre è venuto a mancare in un terribile incidente.

Nato il 10 febbraio del 1978 nella città colombiana di Bucaramanga, capitale del dipartimento di Santander, ha presto assistito allo sfaldamento della sua famiglia. Sua madre si è gettata nelle braccia di un altro uomo col quale ha avuto tre figli.

Questo nuovo compagno non ha risolto la precaria educazione dei minori. Al contrario, la situazione ha trasformato la figura di sua madre che ha cominciato a diventare violenta. Il collasso famigliare era più che prevedibile.

Poco dopo, un’altra tragedia che si è conclusa con la morte di uno dei suoi fratelli, ha dato il colpo di grazia alla fragile psicologia di Oscar. Tuttavia, queste due perdite non hanno arrestato la sua foga perniciosa per il desiderio sessuale.

All’ingresso nell’adolescenza, si è reso conto che gli studi non gli garantivano di potersi mantenere, così la prostituzione è diventata la sua principale attività per assicurarsi il sostentamento quotidiano. Trarre profitto dal suo corpo tra le grandi e silenziose strade della sua città attirava ogni tipo di pubblico maschile. Altri ragazzini lo accompagnavano nella fatidica pesca notturna.

Questa attività gli ha procurato una considerevole stabilità economica, ma che non mitigava l’enorme vuoto nel suo cuore. A 13 anni di età è scappato di casa e si è rifugiato con un gruppo di omosessuali in un quartiere della capitale colombiana, Bogotà. Lì ha conosciuto altri travestiti e ha dato inizio alla trasformazione fisica a base di ormoni femminili.

Fino ad adesso, dopo molti anni, gli risulta difficile dimenticare quei reati che lo hanno portato in carcere nel suo Paese e all’estero.

 

ATTIVITÀ INTERNAZIONALE

A 16 anni, Oscar si è messo in contatto con un veterano ed esperto travestito, conosciuto come Ingrid, la Poppea (cioè la prostituta ufficiale dei cesari dell’Impero Romano) che gli ha promesso di farlo diventare un omosessuale di fama.

Con il beneplacito di sua madre e con i soldi prestati dal suo nuovo compagno di turno, Oscar ha cominciato a viaggiare a Roma, era il 1996, dove ha proseguito il cammino verso il peccato, girando gran parte dell’Europa. Ha conosciuto una infinità di omosessuali di tante nazionalità che si perdevano tra gli oscuri parchi di Roma, insieme ad altre centinaia di uomini della capitale italiana.

“La città aveva un doppio volto la notte. Non potevo mai immaginarmi di vedere cose tanto abominevoli nella città conosciuta come la più santa, ma in realtà la più peccaminosa. Lì si commettevano atti immorali e schifosi, come il masochismo ed il feticismo. Si muoveva anche una rete internazionale di pedofili che sollecitavano i minori. Questo per me è stato tremendo, perché non lo avevo mai visto in vita mia.”

Salito su quel treno senza direzione, è stato incantato dal fascino di un italiano che gli ha promesso protezione e sicurezza, in cambio di un po’ di soldi. Era l’altra faccia della prostituzione, una rete nella quale molti omosessuali sono caduti per inganno o per forza.

Nonostante queste vicissitudini e le notti sfrenate che si è trovato davanti, Oscar si è guadagnato abbastanza denaro da permettersi case lussuose e macchine sportive, nella sua città natale Bucaramanga. Per anni ha girato il mondo tentando di ottenere tutti i beni materiali possibili fino a sentire di dover completare la metamorfosi da travestito a transessuale; questo cambiamento però minacciava le sue attività, per questo ha abbandonato l’idea.

Man mano che i suoi guadagni aumentavano, altre preoccupazioni che minavano la sua carriera stavano emergendo nella sua vita. A 20 anni si è avventurato nell’uso di droga e nell’alcolismo che gli facevano dimenticare per qualche ora il vuoto esistenziale che lo angustiava sin dai tempi dell’adolescenza. E’ arrivato a commettere atti delinquenziali di vario tipo che lo hanno portato a scontare le pene in carceri internazionali, come a Zurigo e a Roma.

“Sono caduto nella droga e nell’alcol per appagare i vuoti della solitudine e i traumi infantili. Avevo l’opportunità di viaggiare in tutto il mondo, con i vestiti più costosi, frequentare i posti migliori, ma non ero felice perché mi mancava l’amore. Questo sentimento meraviglioso di cui tutti gli esseri umani hanno bisogno.”

Dopo essere uscito da vari carceri, entrava nel carcere più crudele: la solitudine e la depressione. L’agognata felicità che cercavo sin da bambino era lontanissima.

 

IN CRISTO

Nel 2010, Oscar ha fatto nuovamente ritorno in Colombia per far visita ai suoi fratelli ed a sua madre. Ma prima di prendere l’aereo che lo avrebbe riportato in Europa, uno dei suoi fratelli più piccoli gli ha messo una Bibbia in mano, col proposito che l’avrebbe letta. E’ stata la luce che sperava. Da quel momento, quel libro è diventato il suo sostegno spirituale costante.

“Leggevo la Bibbia quando mi trovavo nei momenti di solitudine e di vuoto. Ho cominciato a capire quello che diceva sul peccato, ma allo stesso tempo sentivo che mi indagava e mi parlava, senza ancora capire quello che stava succedendo.”

In quel periodo erano cominciati ad emergere costanti ed incontrollabili mal di testa, che i medici non hanno saputo diagnosticare. Sembrava che un nemico sconosciuto e invisibile mi impedisse di cambiare. Tempo dopo si è trovato nuovamente perseguitato per i suoi precedenti reati soffrendone molto. Ma teneva sempre sotto braccio la sua Bibbia che lo aiutava. Quindi ha deciso di fare il passo determinante per la sua vita.

Nel 2011, quell’uomo nato a Bucaramanga, è tornato alle sue radici e ha deciso di cercare l’aiuto divino. Un giorno è andato in una ehiesa evangelica nella sua città natale e ha conosciuto un ex travestito convertito a Cristo che è diventato suo padre, una guida spirituale che lo ha condotto ai piedi del Salvatore.

Oggi Oscar è un uomo nuovo che cammina nel sentiero del Signore e che è parte della Chiesa di Gesù Cristo.

I legami della morte mi avevano circondato,
le angosce del soggiorno dei morti mi avevano colto;
mi aveva raggiunto la disgrazia e il dolore.
Ma io invocai il nome del SIGNORE:
«SIGNORE, libera l’anima mia!»
Il SIGNORE è pietoso e giusto,
il nostro Dio è misericordioso.
Il SIGNORE protegge i semplici;
io ero ridotto in misero stato ed egli mi ha salvato.
(Salmo 116:3-6)

Testimonianza tradotta da: http://impactoevangelistico.net/noticia/3997-la-gran-misericordia-dios