Ronald (USA)

L’INNOCENZA STRAPPATA E L’AMORE DI GESÙ

Ronald è stato cresciuto in chiesa con una conoscenza superficiale di Dio, ma senza avere una relazione personale con Gesù Cristo.

“A 9 anni un vicino parente e due suoi amici hanno abusato sessualmente di me”, confessa Ronald McCray, oggi 31enne. Con un coltello puntato verso di lui, è stato costretto a partecipare. “L’innocenza mi è stata strappata”, dice.

Gli uomini stavano guardando un filmato pornografico uomo-donna, ma mettendolo in atto con Ronald come oggetto femminile. Gli hanno fatto mantenere il silenzio sull’abuso.

Il padre di Ronald era assente da casa per certi periodi a motivo della dipendenza dall’alcol e dalla droga.

“Ho cominciato a pensare di non meritare il suo amore. Ogni bambino ha bisogno di sentirsi affermato ed amato dal proprio padre. Una madre può fare del suo meglio, ma non può essere un padre”, ci dice.

Come conseguenza del trauma all’interno delle mura domestiche, Ronald si è isolato ed è diventato freddo e distante con gli altri.

Nonostante la madre gli fosse fisicamente vicina, non avevano una rapporto stretto. “C’erano alcune cose delle quali non si parlava”, nota Ronald. Più tardi però si è riconciliato con entrambi i genitori, sviluppando un rapporto più intimo.

Alle scuole medie e alle superiori si è reso conto di provare delle attrazioni sessuali per gli altri ragazzi, ma ha soffocato questi sentimenti.

A 15 anni ha conosciuto un ragazzo sulle reti sociali e ha deciso di darsi all’attrazione verso lo stesso sesso. “Era il mio primo fidanzato. Era curioso perché una parte di me sapeva che era sbagliato, ma la sentivo in quel momento essere una cosa giusta”, racconta.

Ha continuato ad incontrare uomini via internet. Su un omosessuale che diceva di essere cristiano ci racconta: “Aveva un’aria gentile e carina, ma mi ha violentato.”

Il sesso forzato ha avuto un risultato inatteso. “Avrai pensato  che questo mi avrebbe potuto allontanare dagli uomini, invece ha tirato fuori la promiscuità. Ho iniziato ad incontrare altri uomini in rete. Volevo essere amato. Cercavo appagamento, cercavo di riempire il vuoto. Pensavo che dando il mio corpo avrei comprato l’amore.”

Ronald ha lottato contro la depressione ed i pensieri suicidi man mano che andava da una relazione all’altra. “Non aveva importanza cosa e con chi lo facevo, qualcosa mi mancava”, dice.

Nel 2004 sua madre ha affrontato con lui i sospetti che aveva, a motivo di un ragazzo che portava in casa. “Frequenti molto questo ragazzo…sei gay?”, gli ha domandato.

Ronald ha preso un profondo respiro e le ha confessato il segreto, ma non era pronto alla sua reazione. Lei ha immediatamente dato per scontato che fosse sieropositivo e che fosse un rischio per la famiglia condividere con lui i pasti.

“Alcuni della famiglia e dei miei amici mi hanno girato le spalle dopo avergli detto questo”, ci confessa.  Successivamente Ronald ha abbracciato lo stile di vita gay e ha trovato una famiglia, per così dire, nella comunità LGBT. “Indossavo vestiti attillati. Era un’espressione che raccontava al mondo chi ero. Vivevo la vita, andavo alle serate e nelle discoteche, partecipavo ai Gay Pride.”

“Ho continuato in questo disegno di rottura, cercando l’amore in tutti i posti sbagliati”, ci racconta.

A 21 anni ha condiviso l’appartamento con un ragazzo che andava di frequente in chiesa e che ha invitato Ronald a frequentarla. Ronald era timoroso, ma alla fine ha ceduto.

Qualcosa di eccezionale è successo in chiesa. “L’esperienza è risultata essere l’opposto di quello che mi aspettavo. Mi hanno amato. Mi hanno visto come un essere umano.”

L’esperienza in chiesa ha aperto a Ronald la porta per ritornare nella chiesa nella quale era cresciuto. Ancora una volta è rimasto sconvolto dall’accoglienza amichevole.

“La chiesa della mia famiglia era molto amorevole e mi ha accolto. Mi ha aiutato a far sciogliere del tutto il gelo che avevo attorno al cuore.”

Pensavo che l’omosessualità fosse il peccato capitale della chiesa afro-americana. “Possono essere severi con le persone che vivono questo stile di vita, ma i membri mi hanno amato ed hanno cambiato la mia percezione.”

Dio ha continuato a cercare Ronald. Un giorno al negozio di scarpe di Arlington (nel Virginia) dove lavorava, ha parlato con una collega. “Siamo cresciuti nella stessa chiesa ed era ricaduta nel peccato, ma mi ha aiutato.”

“Non vedermi come un esempio”, mi ha detto “ma Gesù ti ama e può trasformarti.”

“Mi ha ricordato che Dio mi amava nonostante il mio peccato. Pensavo che essere omosessuale fosse imperdonabile. Ma in quel momento mi ha ricordato che Dio mi amava ancora.”

“E’ incredibile, perché da quel momento in poi, Dio ha mandato persone diverse nel mio commino per ricordarmi del Suo amore.”

Un giorno a Waldorf (nel Maryland) si è imbattuto in una ragazza che frequentava la chiesa. “Ero furibondo; era così ovvio che fossi gay. E’ venuta verso di me e ha steso le sue braccia attorno alla mia vita. Mi ha detto quanto Dio mi amasse.”

Una battaglia spirituale stava scattando nel cuore di Ronald. Una notte in una discoteca gay è rimasto sorpreso nel sentire per la prima volta la voce di Dio.

“Ho così tante cose per te”, ha impresso Dio nel suo cuore.

Mentre guidava, di ritorno dal locale notturno, nelle prime ore del mattino, ha guardato fuori dal finestrino ed ha sentito ripetersi lo stesso messaggio: “Ho così tante cose per te.”

Ronald ha iniziato ad avere sogni e visioni sul ritorno di Gesù Cristo. E’ giunto alla conclusione che Gesù voleva che facesse parte della Sua famiglia quando fosse ritornato.

Qualche settimana dopo, Ronald ha avuto un drammatico incidente fuori da casa sua, mentre si dirigeva in un bar gay. “Quattro uomini armati mi hanno sbattuto a terra. Uno di loro mi ha puntato la pistola sulla nuca e ha detto: “Sta quasi per diventare un omicidio.”

Silenziosamente, Ronald supplicava Dio per la sua vita. Si è visto ai piedi di Gesù.

“So che potrei andare all’inferno ma, per favore, dammi un’altra possibilità…”

Era sbigottito quando all’improvviso ha sentito uno dei suoi amici gridare: “Corri, Ron! Corri! Sono andati via!”

Intontito e confuso, pieno di meraviglia, Ronald si chiedeva se fosse ancora vivo.

Un anno dopo, il 18 ottobre del 2009, ha arreso la sua vita a Gesù Cristo, nella sua chiesa.

“Ho soltanto preso una decisione. Ero stanco di vivere la mia vita per me stesso. Sapevo che Dio mi voleva,  mi amava e che c’era di più per me. Alla fine ho capito il bisogno che avevo di Gesù come Salvatore. Non avevo mai sentito di persone liberate dall’omosessualità. Sono arrivato ad un punto in cui ero pronto ad arrendermi. Il Suo amore mi ha portato al ravvedimento.”

Ovvero disprezzi le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e longanimità, non conoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento? (Lettera ai Romani 2:4)

Nell’attimo in cui è nato di nuovo e è stato riempito con lo Spirito, Dio lo ha liberato dalla schiavitù dell’omosessualità. La sua liberazione non significa che è stato “curato” dall’attrazione per lo stesso sesso, ci fa notare Ronald.

“Il modo in cui intendo la liberazione è che siamo privi di tentazioni. Gesù era tentato. Saremo tentati, però Dio farà una via di fuga. Sono stato liberato dalla pratica del peccato. Attraverso il potere dello Spirito Santo, adesso posso allontanarmene.”

Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato … (Lettera ai Romani 6:6)

“Non mi sono mai sottoposto alla terapie riparative o di conversione. La mia terapia di conversione è stata lo Spirito Santo. Gesù attua la trasformazione. Non spetta a noi cambiarci. E’ lui che ci rinnova quotidianamente. La guarigione del cuore ha così luogo. La mia strategia è stata quella di gridare allo Spirito Santo. Questo rende possibile all’ex alcolizzato di non tornare alla sua dipendenza.”

Ronald non è ritornato alla pratica dello stile di vita omosessuale negli ultimi nove anni, ma è onesto riguardo alla battaglia.

“Oggi riconosco che c’e ancora l’attrazione per gli uomini. All’inizio sentivo un forte desiderio di assecondare questi impulsi. Rinnegare la mia carne è stata una dura battaglia. Mi stavo privando di qualcosa alla quale ero solito abbandonarmi. Ho chiesto a Dio di rivelarmi le radici del perché fossi attratto dagli uomini.”

Quando prendeva parte allo stile di vita gay, Ronald si muoveva e si vestiva molto effeminatamente ed era attratto dagli uomini mascolini. “Dio mi ha aiutato a non essere invidioso e ad amare Colui che mi ha creato uomo. Mi ha aiutato a non desiderare carnalmente gli uomini che sembravano diversi da me.”

Piano piano, Dio ha iniziato a ristorare l’attrazione verso le donne. Ha incontrato una donna in chiesa, Fetima, che veniva fuori dallo stile di vita lesbico. All’inizio, non riusciva ad immaginare di stare con una donna. “Pensavo che nessuna donna si volesse mettere con me”, racconta.

Sono diventati amici e hanno cominciato a parlare tutti i giorni tramite la chat di Google.

Ha raccontato a Fetima i dettagli del suo passato e ha condiviso con lei la storia dell’abuso e delle molestie. Hanno empatizzato e si sono incoraggiati a vicenda nella loro fede che cresceva.

Nel 2015 si sono sposati. “Prima di sposarmi ero molto preoccupato perché non ero mai stato con una donna dal punto di vista sessuale. Volevo una relazione che desse gloria a Dio. Volevamo essere prudenti anche per il fatto che eravamo già molti amorevoli l’uno con l’altro.”

“Ho avuto tutte queste ansie, ma dopo ci siamo sposati. Nessuna di queste paure è diventata realtà. Ho capito realmente cos’è diventare una carne. Non sentivo colpa né vergogna…mi sentivo santo e giusto. Ero appagato e mia moglie pure.”

Ronald e Fetima hanno partecipato alla realizzazione di un film documentario, “” (Ecco il mio cuore, non ancora tradotto in italiano) in cui si mostrano le testimonianze di 12 persone che sono uscite dallo stile di vita LGBT.

“Siamo diventati una famiglia”, nota Ronald. “Ci chiamiamo la famiglia della libertà.  Incontrare queste persone mi ha aiutato, perché mi capiscono, si trovano nello stesso mio percorso e possiamo aiutarci gli uni gli altri individualmente.”

“E’ il mio ministero in parte. Sono chiamato come ministro dell’Evangelo per raggiungere tutti.”

Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte, la luce risplende. (Profeta Isaia, 9:1)

Tradotto da: http://blog.godreports.com/2018/09/jesus-transformed-a-gay-man-and-a-lesbian-now-theyre-married/

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