EX TRANSMAN LIBERATA DALL’AMORE DI CRISTO
1. Per quanto tempo hai preso gli ormoni per vivere come “uomo”? Cosa ti ha spinto a vivere una vita da trans?
Ho iniziato a fare delle ricerche sugli ormoni la prima volta nel 2009 – avevo 24 anni – per sapere di più sugli effetti collaterali del testosterone e le conseguenze dell’essere un transgender in Malesia, in quanto i transgender qui non sono tanto acettati nella società. Ho cominciato a comprare gli ormoni nel 2013 – avevo 28 anni. Li compravo illegalmente da amici essendo difficile ottenere una lettera di autorizzazione da qualuqunque ospeale; se sei fortunata trovi un dottore trans-friendly che ti diagnostica il GID (disturbo dell’identità di genere). Essere trans non è uno stile di vita facile e nemmeno passare attraverso la disforia: è una condizione profonda di disagio e di insoddisfazione. In ambito psichiatrico, la disforia potrebbe accompagnare depressione, ansia o agitazione. Può anche rimandare ad uno stato in cui non ci si sente a proprio agio con il corpo che si ha, in particolare nel caso della disforia di genere. Le frequenti reazioni alla disforia includono distress emotivo, in alcuni casi, si è notato anche fisico. Ero così stressata di avere il seno ed una vagina. Inoltre i problemi economici per fare la SRS (chirurgia di riassegnazione sessuale) mi stressavano ulteriormente perché in Malesia non ci sono cliniche o ospedali che fanno questo tipo di chirurgia. Bisogna andare in Tailandia o a Singapore che è il paese più vicino alla Malesia ed avere la somma di denaro necessaria per ogni dispendioso passaggio (all’incirca dai 2.200 ai 4.300 euro per rimuovere il seno). La cosa più difficile era cambiare la carta di identità, nome e genere. Un lungo procedimento. Per molti transgender ci vuole circa un anno per avere l’approvazione delle autorità e degli avvocati per una completa carta di identità […]. Era frenetico! Essere accettato come trans era una cosa difficile tra la famiglia e gli amci. Ho cominciato a vivere come trans quando nessuno mi accettava come io volevo essere. Ero criticata, e questo mi faceva ancora di più avere il desiderio di essere trans. Volevo amore quand’ero piccola. I miei genitori erano (sono ancora) divorziati e mio padre si è risposato, quindi per occuparsi di me dovevano sballottarmi in questa famiglia o in quell’altra mentre io reclamavo amore. Pensavo che forse era meglio essere un uomo piuttosto che una donna poiché i miei genitori non mi amavano come donna. Sono stata vittima di bullismo a scuola, sia nella scuola dove eravamo tutte bambine sia in quella mista, ed anche in famiglia ed al lavoro. Ho iniziato così ad essere ufficialmente un “uomo” a 21 anni. Mi sentivo frustrata dalla vita da donna e pensavo che Dio avesse sbagliato quando mi aveva creata e per questo ero dovuta passare per tutto questo durante l’infanzia. Ho odiato Dio e ho provato a cercare altri dèi in diverse religioni (sono andata alla moschea, al tempio buddista e a tempio hindu).
Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi.
–Apocalisse 2:5 –
2. Cosa ti ha fatto decidere di non voler più vivere come un uomo?
Ho ricevuto Cristo con scarsa convinzione nel 2013 mentre assumevo gli ormoni già da due mesi, pensando che Dio alla fine mi accettasse con amore per quella che ero. Mi ama ma, ma non voleva che rimanessi trans. Quindi tra il 2013 e il 2015 ho vissuto come un “maschio”; stavo prendendo l’amore di Dio alla leggera. Mi drogavo, mi alcolizzavo e vivevo in molti peccati indesiderati. Pensavo fosse tutto apposto; ero cristiana solo di nome…di religione… Mi dicevo: «Dio conosoce la mia situazione e quello che sto attraversando.» Molte volte ho provato a togliermi la vita pensando che nessuno mi amasse, tranne Dio; nessuno mi amava così com’ero, tranne Dio. Avrei potuto mettere fine alla mia vita e così essere con Dio (non sapevo che il suicidio non era la soluzione e che porta all’inferno). Ero talmente impasticcata di metanfetamine…ero andata in chiesa pensando che nessuno se ne accorgesse che ero fatta. Quella notte ho avuto degli incubi, sono stata attaccata e strangolata dal nemico. Ho gridato in preghiera chiedendo alle mie zie di pregare oer me. Vivevo in un’altra regione ad un’ora di strada dalla mia città natale. Successivamente ho sognato la Bibbia aperta in una pagina precisa. Mi sono svegliata verso le 5 del mattino, mi sono alzata dal divano sui cui mi ero addormentata, ho preso la mia Bibbia appoggiata sul vano del televisore e l’ho aperta in una pagina a caso. Apolcalisse 2:5. Appena l’ho letto, quelle parole di Dio mi hanno parlato ed è come mi abbiano trafitto il cuore… Mi sono sentita condannata e terrorizzata. Avevo già accettato Cristo, ero battezzata con lo Spirito Santo, per questo ho avuto questo genere di sogno da parte Sua.
Non volevo che Dio mi togliesse lo Spirito Santo e i doni che mi aveva dato, ma ero così impaurita e mi sentivo così condannata: «Perché Dio mi sta facendo questo?» Pensavo mi amasse, pensavo capisse la mia situazione. Perché? Ero arrabbiata per la scrittura che mi aveva dato, quindi l’ho semplicemente ignorata e l’ho accantonata aspettando di sapere qualcosa di più di quello che Dio mi voleva dire. Ho continuato ad essere in quel modo finché ho deciso di tornare a casa per una visita. Lì sono cominciati degli studi biblici. Non potevo nascondermi o fuggire da Dio. Non sentivo più l’amore di Dio. Sentivo come se mi stessero forzando a cambiare, giudicandomi, prendendomi in giro… L’amore che sentivo dalle mie zie era diverso. Ho provato a dirglielo, ma non ce l’ho fatta. Ogni volta che li incontravo sentivo le cose che credo una trans non dovrebbe sentire. Ero assetata e affamata dell’amore di Dio, ma forse non erano in grado di mostrarlo ad una persona trans. Poi un giorno sono andata per la prima volta ad un gruppo cristiano a casa di mia zia. Lei ha cominciato a condividere la Parola con me, rimproverandomi e giudicando la maniera in cui stava vivendo. Questa parola mi ha toccato:
Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.
– Prima lettera di Giovanni 1:9 –

Come potevo farlo? Ha fatto il paragone tra come noi confessiamo i peccati a Dio e come invece lo fanno i cattolici. Dio perdona i nostri peccati nell’intimità e noi li diciamo personalmente a Lui. Dove e come un prete può perdonare i peccati? Mi ha detto soltanto d andare in stanza e confessare i miei peccati a Dio solo. Soltanto Lui ed io. Ma esitavo ed avevo paura di affrontarLo… E se non mi avesse perdonato i peccati che avevo commesso? L’ho fatto solamente quando sono andata a casa dell’altra mia zia, pensando a 1 Giovanni 1:9. Ho aperto ancora una volta la scrittura e l’ho riletta di nuovo prima di andare a coricarmi. Bene, l’ho fatto. Mi sono messa in ginocchio, ho pregato e ho confessato tutto, tranne il testosterone, poi sono andata a letto. Per tutta la notte sono stata attaccata in sogno e allo stesso tempo sono stata guarita. Per farla breve, più tardi sono stata riempita con lo Spirito Santo e ho pregato per tutta la notte fino alla mattina con le mie zie, ricevendo profezie e senza rendermi conto che avevo fatto allusione a Dio del fatto che ero femmina e che sono la figlia di mio padre. Abbiamo finito di pregare alle 7 del mattino, abbiamo digiunato e poi siamo andate in chiesa. Il pastore stava predicando lo stesso argomento della settimana prima. Questo signficava che era tutto per me. Poi in un lampo ha detto: «Ricorda Apocalisse 2:5. Ravvediti davanti a Dio prima che rimuova il candelabro dal suo posto». Ero totalmente scioccata! Mi sono girata verso le mie zie e gli ho detto che due settimane prima mi era stata data questa scrittura in sogno. Come può essere? Fino ad oggi non posso descrivere quanto Dio sia reale, forte e amoroso. Mi ha ricordato quella particolare scrittura ancora affinché non la mettessi da parte e la dimenticassi completamente attraverso il mio pastore, perché Lui mi ama tantissimo. Ho sentito la voce bella, pacifica e risoluta di Dio in modo udibile non appena ho cominciato ad affidarmi a Lui. Una domenica stavo lottando contro il pensiero di non mettere l’offerta perché non avrei avuto i soldi per i trasporti per andare al lavoro dopo il culto (il lavoro si trovava a 2 ore da lì). Mi ha detto: «Metti tutto quello che hai, Io mettero il resto». In quell’istante ho ubbidito a quella voce che pensavo provenisse da qualcuno dietro di me. Mi giro ma non c’era nessuno. Quando il paniere si avvicina a me, metto tutto quello che avevo…non so nemmeno quanto… Non appena esco dalla chiesa ricevo un messaggio dal mio capo che mi dice di non venire a lavoro perché mi aveva concesso un giorno libero. Mio Dio! Ho gridato così entusiasta di sapere che Dio era reale! L’ho raccontato alla moglie del mio pastore e lei, contentissima, mi ha abbracciato. Ero ancora transgender quando tutto questo è accaduto. Poi ho continuato a frequentare gli studi biblici ed un giorno il pastore ha insegnato sul “rompere le maledizioni generazionali”. L’ultima lezione ci ha detto di metterci in ginocchio, piangere e chiedere a Dio di farci grazia affinché le maledizioni fossero spezzate. Se continuiamo nella via del peccato, noi e le nostre future generazioni saranno bloccate nella stessa maledizione. Quello è stato il momento in cui ho realizzato che dovevo smetterla di essere transgender e di prendere ormoni. Quante lacrime ho versato per ricevere il perdono… Che grazia meravigliosa! Mi sono alzata e ho detto a mia zia che mi sarei fatta la barba. Non mi credeva e non era sicura che l’avrei fatto per davvero. L’ho fatto! Sono stata e sono ancora libera!
3. Qual è stata la reazione della tua famiglia alla tua decisione di cambiare e di vivere per Cristo?
Stupenda! Mia zia, che era già nata di nuovo e che Dio ha usato per salvarmi, la prima volta che sono uscita dal bagno con la barba rasata era così eccitata e lodava il Signore senza fermarsi. Mio papà è cattolico (ma presto nascerà di nuovo) ed ha quasi urlato quando ha visto che mi ero rasata. Ma in quanto nata di nuovo sono stata perseguitata dalla mia famiglia per aver lasciato la chiesa cattolica. La verità mi ha reso libera! E sto continuando a testimoniare la potente opera di Dio nella mia vita perché Lui mi ama e non smetterà mai di amarmi.
4. Come sono trattati i cristiani in Malesia?
La Malesia è forse ancora conosciuto come il migliore modello al mondo di paese islamico liberale e tollerante. Quest’immagine però sta sempre di più venendo meno, specialmente a seguito degli accadimenti degli ultimi anni. Un esempio di questo è lo sforzo di introdurre il diritto penale islamico, cioè la Sharia e il suo sistema punitivo (ḥudūd) nello stato federale di Kelantan. L’attuazione richiede un emendamento alla legge federale, quindi la sua introduzione è ancora pendente, ma mostra chiaramente un crescente conservatorismo islamico. […] Gli osservatori vedono la Malesia come una società sempre più razista poiché l’etnia malay che costituisce la maggioranza è privilegiata, mentre le etnie cinese ed indiana (così come la popolazione tribale) che vivono ad est del Paese sono discriminate. La Malesia ha registrato di recente una crescente instabilità politica, sociale e religiosa, e non ci sono segni positivi fino ad adesso (vedi l’organizzazione che si occupa dei cristiani perseguitati «Porte Aperte» per più informazioni). Recentemente la sparizione del pastore Raymond Koh è apparsa in prima pagina. La comunità musulmana diventa sempre più minacciosa perché molti musulmani stanno accettando Cristo come personale Salvatore ed hanno i loro nascondigli per riunirsi. Una mia zia (la cugina di mio padre) è una credente clandestina (non posso dare più dettagli). Anche gli ex LGBT cristiani lottano per poter condividere la loro testimonianza poiché viviamo in un Paese multicuturale dove ognuno dovrebbe accettare la religione dell’altro con rispetto. Ma in generale, secondo il mio punto di vista, i cristiani e le altre religioni sono trattati con uguaglianza rispetto ad altri paesi musulmani. Anche nella mia famiglia e tra i miei amici ci sono persone di diverse religioni, ma abbiamo un solo cuore.
5. Che consiglio vorresti dare ad un transmale che vuole essere liberato ma che sta lottando per fare i primi passi?
Se stai lottnado, Dio è accanto a te e se cerchi la verità e sei affamata della Parola di Dio, quando senti dei famigliari o degli amici condividere la Parola, ascoltala ed accettala. Cerca una chiesa od una famiglia cristiana che ti mostri l’amore di Dio. L’odio, il giudizio o la costrizione non portano a nessun cambiamento nella vita. Sii quella che sei. Va’ in chiesa e ascolta Dio che ti parla. Ci vorrà tempo. All’inizio sarà difficile tornare all’identità sessuale che Dio ti ha dato sin dalla nascita, ma soltanto sii paziente e lascia fare a Dio il resto. Credi nella Sua opera in te. Ho accettato Cristo quando ero sotto testosterone. Sono stata battezzata con lo Spirito Santo quando ero ancora transgender. Ho sentito l’amore che la chiesa ed il mio pastore mi hanno dato. Sento l’amore di Dio. Non mi ignorano o mi escludono, anzi continuano a farmi domande e non vogliono che nessuna preziosa anima abbandoni il Signore. Sii te stessa innanzitutto; quando vorrai veramente cambiare Dio ti dirà quando, poi farai il primo passo per cambaire, qualunque esso sia. Ricorda che Dio ti ama e non ti abbandonerà. Non ti lascerà mai. […]
Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.
– Lettera agli Efesini 2:8-10 –
Fonte: Blog ufficiale di Marianne








