LE PAROLE DI MALEDIZIONE CHE MI HANNO FATTO DIVENTARE GAY MA GESÙ ME NE HA LIBERATO
Mi chiamo Matheus e ho 22 anni.
La mia omosessualità è cominciata con qualche atteggiamento quando ero piccolo; giocavo con i giocattoli delle bambine e stavo vicino a loro perché volevo essere una bambina.
Mia mamma si è separata da mio padre quando avevo 2-3 anni. Abbiamo lasciato il quartiere di Brás Cubas per abitare con mia madre e mia nonna a Jardim Camila, sempre nella città di Mogi das Cruzes (Stato di San Paolo). Appena mia nonna è morta ci siamo trasferiti nel quartiere Vila Natal. Qui io, mia mamma e il mio patrigno abitavamo in affitto nel terreno di una zia acquisita e dei suoi figli. Passavamo momenti belli e momenti brutti… Litigavamo; mi chiamavano “checca”, “finocchio”… Succedeva quando litigavamo che gli uscivano queste parole di maledizione.
La mia omosessualità è cominciata quando queste parole sono penetrate nella mia vita. Adoravo le cose da femminuccia. Lì Satana ha iniziato ad agire nella mia vita: ho cominciato a guardare gli uomini con un occhio diverso, mi masturbavo, vedevo video pornografici tra uomini, ma anche tra uomini e donne. Un giorno il mio patrigno mi ha beccato mentre mi masturbavo.
L’omosessualità ha anche avuto inizio quando mi sono approcciato con un giovane della mia stessa via. La madre di questo ragazzo era evangelica mentre il padre no. Allora abbiamo avuto diverse volte dei rapporti sessuali; lo facevo per spegnere il desiderio sessuale. Già qualcuno aveva dei sospetti su di noi.
Un giorno siamo stati sorpresi da suo padre mentre eravamo insieme a letto. Suo padre era uno di quei tipi maschilisti; l’ha picchiato. Siamo stati un po’ senza vederci, ma poi è ritornato a venire a casa mia ma non stavamo più insieme.
Per questo ho detto di non essere nato gay, piuttosto col tempo mi sono accorto che il desiderio verso gli uomini si stava manifestando dentro di me.
Io ero un giovane triste e vuoto. Mia madre sapeva che avevo degli atteggiamenti omosessuali, ma non voleva crederci. Mi aveva portato da una psicologa in un centro medico vicino casa nostra e la psicologa – usata da Satana – disse a mia madre che doveva accettarmi com’ero.
Col tempo sono andato a casa di mio padre. Lì mi appartavo con i ragazzi, ma anche con le ragazze (ma non provavo nulla). Mia madre intanto si era trasferita nel quartiere Oropo di Mogi das Cruzes dove ha comprato un terreno (o l’ha ottenuto, non ricordo). Ad Oropo stavo con dei ragazzi, ma non erano relazioni serie. Andavo anche da mio padre per stare con gli uomini e lì ho conosciuto un ragazzo della chiesa, ma che non era radicato nella fede e che aveva anche una fidanzata. Non mi stava bene. In questo frattempo la sua fidanzata è venuta a sapere di noi e il loro fidanzamento si è distrutto. Sono rimasto con lui e anche con un suo amico.
Vicino a casa di mia madre sono stato anche con un ragazzo della chiesa. Questo ragazzo aveva dei figli ed era sposato (o forse no, non mi ricordo). Ho avuto dei rapporti sessuali con lui.
Anche a Brás Cubas sono stato con un uomo, un professore. Poi sono andato a vivere da mio padre per frequentare la scuola «Claudio Abrahão»; lì frequentavo la tabaccheria in cui ho avuto delle relazioni con dei vicini.
Prima di questo avevo deciso di accettarmi omosessuale. La prima persona a saperlo è stata mia madre. Ho cominciato a frequentare delle ragazze e a casa loro ci ubriacavamo. Ho quindi iniziato ad uscire per bere e fumare sigarette: un abisso chiama l’altro.
Non ne avevo parlato a mio padre ma lui sapeva che avevo dei modi omosessuali (sentivo che sapeva che ero gay). La mia famiglia dalla parte di mio padre sospettava che io uscissi per bere.
Rientravo a casa di mio padre ubriaco. Lui mi parlava di Gesù e sapevo che era sbagliata l’omosessualità; sapevo che Dio esisteva e sapevo pure che se fossi morto in questa pratica, sarei andato all’inferno.
Avevo un carattere molto litigioso e avevo sempre la risposta pronta.
Un giorno mio padre stava guardando in televisione l’apostolo Agenor Duque. Sono stato toccato dalla potente parola del Signore. Sono andato in chiesa, al ministero «Belém», e al terzo culto ho accettato Gesù. Ma non sono rimasto lì; adesso servo nel ministero «Ômega»; sono diacono da tre anni.
In questo cammino si sono presentate tante trappole che volevano farmi ritornare all’omosessualità. Una volta ho ricevuto la proposta di andare in un motel con un fratello della chiesa sposato e con una figlia; ma grazie a Gesù che mi ha liberato da questa trappola.
Vivo nel digiuno e voglio essere sincero: il desiderio omoaffettivo non se ne va via così. No. Devi rinunciare, digiunare, pregare e vigilare; praticare la Parola. Oggi sento un po’ di desiderio per gli uomini ma non è come prima.
Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole.
– Vangelo seconodo Matteo 26:41 –
Per te che stai leggendo questo, Gesù è la soluzione. Oggi non ho più modi omosessuali. La gente non ci crede che prima ero gay. Ma Gesù fa l’opera completa.
Questa è la mia testimonianza: sono un ex gay. Sì, l’omosessualità è peccato come molti altri. Se c’è stata la soluzione per me, allora c’è anche per te.
Pace del Signore.

