
Una storia fieramente postata in prima pagina da Yahoo.fr con l’intenzione di esaltare l’ “amore” e i desideri a sei colori (LGBT) – che pare possano prendere chiunque alla sprovvista – ma che al vaglio della ragione palesa come le attrazioni omosessuali possano sorgere a seguito di forti tensioni e stress a cui un individuo è sottoposto, in questo caso a quello del lockdown imposto per la pandemia da Covid-19. Leggiamo e chiosiamo le dichiarazioni di Emma, intervistata dalla giornalista francese Lucile Bellan, esperta di sesso (non a caso scrive articoli sull’omosessualità) e autrice del libro Kama Sutra, edito da Leduc.s
Il titolo dell’articolo è “La cotta a prova di lockdown. Non avremmo mai tentato una cosa del genere con un uomo: troppo rischioso.” E come catenaccio “Nubile quando il lockdown ha avuto inizio, uomini e donne hanno cercato conforto negli incontri virtuali, cercato un sostegno quotidiano o addirittura l’amore.” (grassetto mio)
Lucile Bellan, esperta di sesso (spero per lei anche di amore), ci svela la motivazione primaria che spinge oggigiorno tante persone a cercare l’ “amore” sulla rete: cercare conforto.
Quindi, sempre meno l’amore è quell’ “aiuto convenevole” di Genesi 1:18, e sempre più “ricerca di conforto” o un modo per non sentire la solitudine. Più ho bisogno di ricevere perché meno posso dare, per riassumere le relazioni sentimentali ai tempi del relativismo (e degli antidepressivi).
All’inizio del lockdown, Emma – confessando di essere un peu agoraphobe – afferma di aver potuto “approfittare del quotidiano lontano dallo stress dei trasporti, della folla delle strade, del chiasso delle moto rombanti che ti passano accanto…” e che in generale si è trattato di una bonne expérience che le ha permesso di riposarsi.
“Ma…“. C’è un ma; quel solito ma dell’essere umano capace di depennare e farci dimenticare tutte le pompose e arroganti dichiarazioni umanistiche, superomistiche e sensistiche pronunciate soltanto un battito di ciglio prima. Sì, perché una voragine si apre, il gioco delle maschere finisce e le carte si scoprono:
“Ma dopo due mesi di lockdown, la mancanza di contatto umano si fa sentire e Emma si iscrive, su consiglio di più di un amico, su una app di incontri che non aveva ancora mai testato. Un profilo esce dalla lotteria: «Ho incontrato Clémence per mezzo di questa applicazione e c’è stata subito intesa. L’ho trovata magnifica nelle foto e mi chiedevo come una donna così interessante avrebbe potuto abbordarmi. Il suo profilo, redatto con gusto, mi è subito piaciuto.»” (grassetto mio)
Vediamo come Emma, sconfortata dalla mancanza di contatto umano, si sia iscritta su una app di incontri. Si trovava certamente in una situazione di stress psico-emotivo. Emma è fragile e sola.
Ma con la solitudine trapela anche l’insicurezza di Emma. Si chiede come potrebbe piacere ad una donna che lei trova magnifique. Emma non si sente bella come Clémence. Il suo sentirsi esteticamente inferiore a questa donna incontrata sulla rete porta in superficie il bisogno di Emma di ricevere attenzioni da chi è più bella di lei, magari per partecipare alla sua bellezza, per – in quale modo – attingere da questa e sentirsi più sicura. Non soltanto, anche caratterialmente Emma sembra trovare Clémence migliore di lei perché è “una giovane donna affascinante, frizzante e naturale” e – una volta incontratala dal vivo – “Mi è piaciuta la sua voce tersa, la sua risata schietta, la sua naturalezza.”
Per dirlo con le parole della psicologa Anna De Simone:
“Pensi che ottenendo ciò che desideri [in questo caso la bellezza e la spontaneità di Clémence], quell’oggetto vada ad aggiungere valore alla tua persona. […] Il tuo desiderio di avere ciò che non puoi ottenere, è il frutto di una continua lotta interiore che vivi a causa di una bassa autostima.“
Ma Emma è anche una ragazza introspettiva. Infatti, la Bellan ci dice che “Emma ha paura che la relazione a distanza porti ad una forma di idealizzazione dell’altro” e che quindi decidono di vedersi di persona il primo giorno della riapertura “per confermare il colpo di fulmine”.
Dopo un po’ di imbarazzo “finiscono comunque per rilassarsi e ridere insieme”, passando un momento bellissimo prendendo un aperitivo.
“Dopo qualche bicchiere ci siamo a lungo baciate. Ci siamo anche date degli abbracci post-lockdown come per ricaricarci di energia umana… È stato dolce e carino. È come se dopo settimane di sonno, infine il mio corpo si svegliasse e prendesse coscienza di quello che mi era mancato.“
Il corpo di Emma aveva bisogno di affetto, contatto, di quello che lei chiama energia umana. Forse anche quello di Clémence.
Questo mostra come l’attrazione per lo stesso sesso possa essere causata da una situazione di particolare stress psico-emotivo o da altri fattori, come la bassa autostima. Infatti, dopo essersi incontrate per alcuni giorni, passeggiato assieme e essersi date i loro abbracci ricaricanti, Clémence ha finito per mollarla perché “non più tanto motivata né troppo investita emotivamente”. Forse Clémence ha capito che quel suo bisogno era un falso bisogno e non ha voluto continuare a prendersi in giro. Quel suo bisogno di approvazione e affetto da parte dello stesso sesso sembra essere stato colmato; probabilmente non era acuto. Forse, se non ci fosse stato il coinvolgimento sessuale Emma e Clémence sarebbero potute diventare amiche poiché “avevano tanti punti in comune”. Stress da lockdown terminato, Clémence ha smesso di vivere una relazione omosessuale.
Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.
– Vangelo secondo Matteo 11:28 –
In un mondo in cui la parola amore è un iperonimo, un cassetto pieno di altri significati, polismeica, che vanno dal concetto di carità, amore genitoriale, divino a quelli di sesso libero e tolleranza, una potenziale amicizia può essere bruciata da questo tipo di errori, soltanto perché non si sanno tenere le mani a posto e i pantaloni abbottonati.
Secondo Lucile Bellan – che sembra non riuscire a vedere che il lato sessuale e fatale delle cose – “questo incontro avrà certamente avuto il vantaggio di mettere Emma sulla strada di una migliore comprensione di sé e dei suoi desideri per il futuro”.
Credo che sarebbe più saggio metterci sulla strada di sentire meno i nostri desideri al fine di capire chi siamo veramente. Per meditare su noi stessi bisogna sempre prendere un certo distacco e iniziare ad ignorare molti degli istinti e dei desideri che ci brulicano dentro per capire se sono davvero motivati dalla biologia e dalla nostra fisiologia innata (parlando di sessualità), oppure da vuoti, mancanze e complessi causati da ferite, traumi o piaceri perversi e peccaminosi.
Molti uomini e molte donne sono andati a Gesù Cristo e sono stati illuminati; DIO ha colmato quel vuoto che invano cercavano di riempire con i peccati o con il sesso omosessuale ed oggi sanno che l’attrazione per lo stesso sesso è solo una vecchia cicatrice che a volte brucia ma che comunque è chiusa.
Vai a Cristo oggi. Chiedi perdono per i tuoi peccati, cambia vita e credi che è morto sulla croce al posto tuo e che è risorto dai morti. Riceverai il perdono dei peccati, lo Spirito Santo e la vita eterna.
