“SE HAI IL PENE SEI MASCHIO”. VANDALIZZATA LA CASA DEL SINDACO PER LE SUE DICHIARAZIONI ANTI-GENDER

Il sindaco australiano collega l’anatomia al sesso biologico e gli attivisti LGBT vandalizzano la sua abitazione

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PERTH, Australia, 2 novembre 2020. Il sindaco di Perth ha subito ampie critiche e si è visto vandalizzare la sua abitazione dopo aver dichiarato che l’anatomia fisica denota il sesso di un individuo.

Basil Zempilas, eletto recentemente alla carica di sindaco della città, ha irritato gli ascoltatori della sua trasmissione radio venerdì scorso quando senza tanti giri di parole ha dichiarato: “Se ha in pene, amico, sei un tizio. Se hai una vagina, sei una donna. Fine della storia.

Il commento è stato fatto in risposta alla storia di una donna che aveva rifiutato di considerare sua figlia come maschio o femmina finché avesse raggiunto i 18 anni.

L’ospite di Zempilas ha replicato: “Se sottoscrivo di essere una bambina, sono una bambina”, al quale Zempilas ha risposto: “No, è sbagliato.

Una petizione che chiede le sue dimissioni ha raccolto più di 10.000 firme gli è stata consegnata domenica. Il sindaco ha anche affrontato una grande mole di reazioni violente sulla rete, con i social a quanto pare inondati di messaggi di stizza. Una marcia organizzata lo scorso sabato richiedeva la sua dimissione e sollecitava la gente a “Prendere posizione contro la Transfobia”.

Zempilas ha ceduto e ha presentato le sue scuse sul sito della Città di Perth il giorno dopo i suoi commenti, dichiarando che i suoi commenti “non riflettono i suoi principi”.

“I commenti che ho fatto erano sbagliati e non riflettono quello che sento. Sono rammaricato con me stesso per aver fatto quei commenti e ho capito di aver rattristato tante persone”, ha detto Zempilas. Ha aggiunto una foto del Palazzo del Comune illuminata con i colori dell’arcobaleno.

Pictured: the 13-storey Perth Council Chambers lit up with rainbow colours to support LGBTIQ rights topped Mr Zempilas's apology on the council's website. So far no forgiveness has come

Tuttavia, nonostante le scuse, gli attivisti LGBT non erano apparentemente soddisfatti e hanno vandalizzato la sua casa con graffiti, secondo quanto riferisce il Daily Mail.

La polizia non ha risposto alle domande del Daily Mail se gli atti vandalici sono stati sottoposti ad indagine, oppure se non lo è stato per motivi politici.

Nel periodo antecedente al referendum del 2017 circa i “matrimoni” dello stesso sesso in Australia, i cristiani erano stati minacciati violentemente qualora avessero votato contro la legislazione, con slogan come “Crocifiggi quelli che votano No“, “I cristiani sono nazisti”, “Picchia i fanatici” e “Vota Sì” graffitati sulle chiese e su altri edifici.

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L’Australia ha legalizzato il “matrimonio” dello stesso sesso nel dicembre del 2017, un giorno prima della festa dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre.

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