Carlos Catari (Venezuela – Quebec)

“SARESTI GAY SE NON FOSSI STATO ABUSATO DA BAMBINO?” MI DOMANDÒ MIA MADRE

Mi chiamo Carlos Catari, ho 32 anni, sono venezuelano ma adesso vivo nel Quebec (Canada).
Dai 5 ai 12-13 anni venivo abusato sessualmente. Questo mi ha portato -come si dice nello gergo della psicologia- ad una ipersessualità. Significa che già da adolescente non potevo trattenermi dal non pensare al sesso, per di più con degli uomini.
A 15-16 anni già mi prostituivo; volevo dei soldi e…in cambio facevo dei “servizi”…
Cos’è successo allora? Già adolescente vivevo nella confusione, nella paura, nel timore, in ogni tipo di dubbio e avevo tantissimi pensieri suicidi.
Comunque, verso i 16 anni, ho deciso di volerne parlare alla mia famiglia e fargli conoscere la realtà nella quale vivevo. Ho detto allora a mia sorella: “Voglio che tu sappia che sono gay.” Che è successo quindi? Mia sorella l’ha detto a mia mamma che, in lacrime, mi ha fatto una domanda, una domanda che all’epoca non mi ero mai posto; mi ha chiesto: “Carlos, se non fosti stato abusato saresti stato gay?” Questa domanda è diventata come un fantasma nella mia testa…wow…non ci avevo mai pensato, era vero…

Subito mia mamma mia ha portato da uno psicologo. Mi dicevo che sì, va bene, ci sarei andato, ma che ero gay e che quello che vedevo in uomo è che era perfetto davanti ai miei occhi, non mi faceva stare male. Allora quando ci sono andato in meno di un’ora questa signora è riuscita a farmi sbarazzare di tanti senso di colpa, di tante cose che avevo nella testa e mi sono detto che…sì è vero, è incredibile, da piccolo ero stato troppo esposto a certe cose e forse se non fossi stato abusato oggi non sarei omosessuale… Ma come potevo fare adesso? Avevo una comitiva gay che mi aveva lanciato nel mondo gay in Venezuela e avevo anche fatti miei dei “manierismi” tipici per sentirmi a mio agio con loro, insieme a dei nuovi soggetti di conversazione: parlavamo di Miss Universo, di moda, cose dalle quali non ero mai stato attirato prima, era giusto per sentirmi connesso a loro. C’ero troppo dentro, davvero; ho imparato tante cose ma…quella domanda di mia madre: “Saresti gay se non fossi stato abusato?” mi frullava nella testa.
Così ho deciso di darmi un’opportunità e di seguire il consiglio della psicologa: la decisione di qualcun altro non poteva influenzarmi a tal punto da decidere del mio destino. Mi sono detto: “Sì, ha ragione.” Allora ho iniziato a disimparare tutti quei manierismi anche nel modo di parlare, mi sono sbarazzato di tutto questo e anche dei miei amici, perché volevo avere come una visione neutra.

Qualche anno dopo ho deciso di darmi questa opportunità, instaurando una relazione con una ragazza. Cos’è successo? Anche se avevo abbondonato tutti i manierismi gay l’attrazione per gli uomini rimaneva la stessa. Allora quando ero con una donna pensavo agli uomini e quando ero con gli uomini pensavo alla domanda di mia madre. Questo mi ha portato in una spirale, giravo a vuoto, senza potermene uscire.


Pensate a qualcuno che è veramente dipendente dal sesso, che non trova pace né andando a letto con gli uomini né con le donne, e che resta ancora dipendente, insaziabile: volevo suicidarmi, la mia vita non andava per niente bene. Ero pieno di amarezza.

Mi ricordo che un giorno io e la mia ragazza siamo andati al cinema a vedere “La passione di Cristo”. Per me la parola “passione” poteva essere in relazione solamente al sesso, allora ho pensato che forse Gesù era appassionato delle donne, non so…ero così ignorante, non sapevo nulla. Ma quando ho visto il film, ho capito che Lui ha fatto questo per me ed in qualche modo gli dovevo rispondere. Per me è stato automatico riconoscere Gesù come il Salvatore della mia vita perché è chiaro che fosse venuto per me, che ha pagato per i miei peccati, ha pagato per la mia vita e che mi stava offrendo una vita nuova dopo aver visto il mio passato, tutto quello che ho vissuto. Ho detto subito: “Sì, ho bisogno di una nuova vita, ho bisogno che tutto venga cancellato! Accetto che sei il mio Salvatore!”

Un mese dopo ero già un assiduo della chiesa grazie a qualcuno che mi ha affiancato e che mi ha aiutato, e sai cosa? Subito ho cominciato a dire: “Signore, se sei davvero onnipotente, se sei davvero il creatore dell’universo, cambiami! Non voglio essere gay! Cambiami! Cambiami! Cambiami! Cambiami!” E sapete cos’è successo? Niente, niente è cambiato. Anzi, ero ancora più attirato e tentato dai desideri sessuali che mi sono chiesto: “Ma che è? Non funziona?”


Allora ho cominciato a sviluppare una doppia vita, tripla vita, non so più nemmeno quante: la domenica mattina andavo in chiesa con la mia ragazza, frequentavo le riunioni cristiane e giudicavo tutti; la sera andavo nelle discoteche gay, attività gay, pornografia, e facevo di tutto col mio corpo. Ma, soprattutto, ero amaro, la mia vita era amara perché non avevo la pace. 


Ma nel 2007 è successa una cosa… Mia sorella Carla, con la quale avevo una relazione profondissima, ha avuto un incidente in moto e non è sopravvissuta, è morta…

Nel 2007 mia sorella ha avuto un incidente in moto e non è sopravvissuta… Questa tragedia, così all’improvviso, è stata una doccia fredda, è stato il peggio che potesse capitare alla mia famiglia. Sono caduto in depressione e cercavo di elaborare questo lutto… Cercavo un colpevole. Per me il colpevole non poteva essere mia sorella, seppure guidasse; il colpevole era Dio, colui che ha il controllo di tutto. Così ho detto: “Lascio la chiesa!” E l’ho fatto. Ho anche messo fine alla relazione con la mia fidanzata dicendole: “Senti, tecnicamente sono gay.” Volevo fare del male agli altri, ero pieno di odio.
Così ho lasciato la chiesa e mi sono tuffato a capofitto in ogni tipo di attività gay, feste, tutto l’immaginabile. Ma stavo ancora male.

Dieci mesi più tardi è come se Dio fosse ritornato a cercarmi. È come se avessi messo la mano nel mi cuore e mi avesse tolto la tristezza, il dolore, le sofferenze, i tormenti…tutto quello che sentivo dopo l’incidente di mia sorella. Mi sono detto: “Com’è possibile che tutto sia sparito così? È stato veramente Dio! Allora, torno in chiesa.”
Tornando in chiesa però ero più gay di prima, come mai prima d’allora. Ero condotto al 100% dai miei desideri, ero un vero e proprio schiavo della carne.
A quel punto ho detto: “Non potrò mai avere la gioia nella mia vita: non posso andare con le donne perché penso agli uomini; non posso andare con gli uomini perché penso alla domanda di mia madre. Non avrò mai la pace.” Allora, mi faccio i soldi. Ho cominciato a lavorare in Venezuela, facevo delle cifre a sei zeri ogni anno, cambiavo macchina ripetutamente, andavo ogni giorno a mangiare ai ristornati più chic e invitavo gli amici, mia madre, spendevo un sacco di soldi…avevo una vita pazzesca. Ma c’era sempre un vuoto nel mio cuore: volevo sentirmi libero, aver la pace.

Ho deciso di partire in Canada, in Quebec. Un paese in cui ognuno poteva fare quello che voleva: vivere la vita gay, cambiare sesso, avrei potuto sposarmi con un uomo.
Arrivai qui col mio super ego, arrogante, egoista al massimo, e mi sono detto che se in Venezuela, un paese con molte problematiche, ero diventato ricco, qui in tre giorni sarei diventato straricco.
Cos’è successo quindi? Tre mesi dopo avevo perso tutto, tutto! Ero al verde, non avevo più niente.
Un anno dopo ho pensato che fosse veramente il momento di cercare Dio. La mia vita va male. Avevo deciso di chiudere con un ragazzo che amavo profondamente perché avevo bisogno di pace.
Tutto, proprio quando ho deciso di cercare Dio, è peggiorato, un disastro.

Ho deciso di cercare Dio su internet, scrivendo su google: gay cristiani. Mi sono detto che forse era la volta buona che facevo la pace con l’omosessualità. Ma quando ho cercato questo su internet ho trovato un sito che parlava teologicamente in maniera intricata e complicata di omosessualità dal greco, dall’ebreo, etc tutto per arrivare alle parole di Gesù quando dice:

«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. (…) Amerai il prossimo tuo come te stesso.
(Evangelo di Matteo 22,37 e 39)

E loro “amare” lo intendevano sessualmente e “il prossimo” poteva quindi anche essere un uomo. Allora mi sono detto: “Perfetto! Amo gli uomini!” Ho chiamato mia mamma per dirglielo: “Mamma, ho la pace finalmente! Non lotto più con l’omosessualità. Sono completamente gay e cristiano.” Così ho cominciato a chiamare un sacco di persone per dirgli che un cristiano gay. Ma più che per farglielo sapere a loro era più per convincere me stesso, perché non ci credevo nemmeno io…
La Bibbia dice che uno dei frutti dello Spirito è la pace:

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé…
(Epistola ai Galati 5,22)

Quindi si suppone che se avessi fatto la pace con Dio l’avrei pure sentita, ma non la sentivo nel mio cuore. È come qualcuno che dice che l’adulterio è una cosa buona perché il re Davide l’ha fatto. Non funziona così.

Nel 2014 mi trovavo a casa di un amico a dormire sul divano, completamente al verde, senza nemmeno i soldi per comprarmi il biglietto dell’autobus. Inoltre ero dipendente alla pornografia, ad ogni tipo di applicazione gay di incontri: era una situazione insostenibile.
La depressione era all’apice e non avevo più la voglia di vivere. Ho trovato qualcuno che mi prestasse 3000 dollari e sono partito in Perù per creare un business con altre persone. Lì abbiamo affittato un appartamento in un palazzo di venti piani. Quattro o cinque volte sono andato all’ultimo piano per farla finita con tutta questa storia, saltare giù e mettere fine a questa vita di miseria.
Quando ci provavo sentivo una voce che mi diceva: “Salta. Fallo. Durante la caduta chiedi perdono a Dio e Lui ti perdona.” Ma non l’ho fatto.

Cos’è successo di speciale in Perù? Ho avuto la fortuna di conoscere una coppia cristiana. Quando parlavano, sia lui che lei, era come se si potesse scorgere la gloria di Dio, la presenza di Dio… Non avevo mai visto una cosa simile. Erano dei veri cristiani, dei cristiani biblici. Ho detto: “Signore, vorrei avere la stessa relazione che loro hanno con Te, io con Te. Vorrei conoscerTi come loro Ti conoscono.” Ma ero super gay, quindi era impossibile avere questo tipo di relazione con Dio. Ero schiavo della pornografia, dei siti di incontri, delle relazioni sessuali, ma sappi che Dio non è presente in queste cose.

In chiesa ho conosciuto questa coppia di credenti che riflettevano realmente l’amore e la gloria di Dio, ma ero ancora legato allo stile di vita gay che Dio non amava.

Ritorno in Quebec, non avevo un soldo, ed una famiglia mi ha accolto in casa loro per la grazia di Dio.

Ero spiritualmente ed emotivamente distrutto, come in un letto di fuoco, circondato da sacchi neri pieni dei miei peccati. Volevo morire. Ho cominciato a chiedermi nel dicembre del 2010: “Che senso ha vivere? Nulla ha senso… Niente è importante.” Nonostante avessi frequentato la chiesa e ricevuto un insegnamento biblico il mio cuore non cambiava; anche gli anni dalla psicologa -sì, ero cosciente di tutto- ma non riuscivo a smettere questa vita, non ero più io che dirigevo il mio corpo e i miei pensieri.

A Natale dello stesso hanno ho provato la droga, niente aveva più importanza ormai. Esteriormente ero un clown, ma interiormente ero morto.
A capodanno, la famiglia che mi accoglieva ha organizzato una serata in famiglia, l’atmosfera era bellissima. Un credente è venuto verso di me dicendomi: “Sai, Carlos, qual è il problema? Che molti cristiani accettano Gesù come loro Salvatore, ma non come loro Signore.” Ho sentito subito queste parole per me: Gesù era il mio Salvatore ma non acora il mio Signore. Gli ho risposto: “Luigi, non sei tu che hai parlato in questo momento, Gesù che ha parlato attraverso di te.” Il prmo gennaio del 2015 ho capito la ragione per cui ero ancora nelle tenebre: non avevo fatto ancora di Gesù il mio Signore. Grazie, Signore, perché ancora una volta sei venuto a cercarmi.

Dopo qualche giorno qualcuno mi ha inviato un messaggio dicendomi: “Carlos, ricordati che Dio perdona i peccati, ma che noi ne subiamo comunque le conseguenze.” Era vero, mi sono detto, e per Mosè, Sansone e Davide è stato lo stesso: Dio li ha perdonati di ogni peccato commesso ma, in vita, ne hanno subito le conseguenze.

Allora mi soono abbandonato e ho pregato confessando a Dio che la mia vita era schifosa, che la stavo distruggendo, che non mi interessava di essere gay o etero, ma che volevo abbandonarmi a Lui soltanto e che già era una grazia che mia avesse tenuto in vita fino a quel momento.

Due giorni dopo ascolto una predicazione su internet. Non c’ho capito un granché ad essere sincero, ma alla fine il pastore ha fatto una preghiera che mi ha ispirato: “Signore, nel tuo nome, voglio che il mio corpo sia in armonia con la mia anima e la mia anima in armonia col mio spirito e il mio spirito in arminia col tuo Santo Spirito, e scaccio questo spirito di omosessualità che mi sta distruggendo. Restauro il modo in cui mi hai creato e prego per mia moglie ed i miei figli. Nel nome di Gesù. Amen.” Moglie, figli? Da dove era uscita questa preghiera? Ad ogni modo ho sentito come se una chiave nel mio petto fosse stata girata, e sentire qualcosa cambaire. Ho preso il mio cellulare che era una biblioteca di pornografia e, sfogliando questi contenuti, non sentivo assolutamente nulla. “Signore, non sento più niente guardando queste immagini pornografiche gay. Vuol dire che hai fatto un miracolo!” mi sono detto. In un secondo, quello che provavo a fare per anni con le mie forze, Dio l’ha fatto in un secondo! Ho capito che il problema principale che avevo non era l’omosessualità ma il fatto che facevo resistenza a Dio, che volevo avere il controllo, il vero problema è che non avevo una relazione intima con Gesù.

Qualche giorno dopo è successo che mi sono incontrato con un ragazzo col quale stavo e per la prima volta mi sono sentito sporco. Era come se un velo fosse caduto dai miei occhi e ho cominciato a vedere la realtà come da un punto di vista esterno. Gli ho detto che mi dispiaceva, ma non ci riuscivo più, che ormai non facevo più parte della “sqaudra”, che mi sentivo a disagio. A questo punto ho capito che Dio aveva fatto veramente un miracolo, che solo Lui era stato capace di fare una cosa del genere. Ero andato a letto con più di seicento uomini ed ora, all’improvviso, non sento più nessuna attrazione per gli uomini: poteva essere soltanto un miracolo, solo Gesù poteva fare questo.

Ho sentito una gioia grandissima e mi sono detto che volevo custodire questo miracolo nella mia vita, di proteggere questo dono che Dio mia fatto.

La Bibbia dice

«Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi, cercando riposo; e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, dalla quale sono uscito”; e, quando ci arriva, la trova spazzata e adorna. 26 Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano ad abitarla; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».
(Evangelo secomdo Luca 11,24-26)

Anche se prima d’allora non avevo mai creduto agli spiriti maligni, ho pregato con autorità che questo spirito non tornasse più, né solo né con altri.
Subito ho cercato di essere riempito della parola di Dio, dei suoi insegnamenti, di essere riempito di Spirito Santo; ascoltavo sempre predicazioni su internet, canti di lode, senza fermarmi. Ho chiuso i rapporti e cancellato i contatti con tutti coloro gli amici della vita di peccato che avevo vissuto: su Facebook, Instagram, etc perché mi sentivo libero per la prima volta nella mia vita, completamente libero! Era come se finalmente potevo essere la persona che ero destinata ad essere. Anche la parola di Dio dice:

 …conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».
(Evangelo secondo Giovanni 8,32)

La verità è Gesù, e “conoscere” nel testo greco significa “avere una relazione itnima”. Ho detto al Signore che volevo approfondire questa relazione con Lui che è la verità ed essere per sempre libero come lo sono oggi: libero perché Gesù mi ha salvato, perche Gesù mi ha ristorato, mi ha dato una nuova vita, un’altra opportunità.
Ed è per questo che sono qui a testimoniare. Non lo so quello che ti è successo da bambino, non lo so l’infermo che stai vivendo, ma se Dio è stato capace di farmi uscire dal mio inferno sono sicuro che puo` e vuole farlo anche con te. Lui è onnipotente, ne è capace, ma rispetterà la tua volontà come ha rispettato la mia per 11 anni, testardo, ribelle, non dandoGli il permesso di prendere il controllo della mia vita. Non era il mio Signore, ero io il signore di me stesso. Oggi l’ho accettato come anche come Signore della mia vita e la mia vita è incredibile, un regalo che non cambierei per tutti i miliardi di dollari di questo mondo.
So che anche a te piacerebbe questo, ma è necessario che ti ravvedi, che riconosci e confessi a Dio tutti i tuoi peccati, chiedendoGli perdono. Cercalo e Lui verrà verso di te come dice la Sua parola:

Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi”, dice il SIGNORE.
(Geremia 29,13-14)

 

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