1. INTRODUZIONE
Vorrei con questa meditazione affrontare la questione del peccato di omosessualità, da un punto di vista biblico ma anche della chiesa.
L’uomo per natura tende sempre a fare una gerarchia, una piramide dei peccati. Perché lo fa? Lo può fare per diversi motivi. Uno può essere per porre il proprio peccato caratteristico ai piedi della piramide, scaricarsi della propria responsabilità e sentirsi migliore e meno peccatore rispetto agli altri; un altro motivo può essere per far sentire qualcuno più colpevole e abietto di quanto già non lo sia. Queste due cose possono coesistere.
È tipico identificarsi con espressioni del tipo: “Sì, ma io non ho mai ucciso nessuno…”, “Ma non mi drogo…” oppure “Almeno andavo a letto solo con donne…”: tutti tentativi dell’uomo carnale di stilare una classifica dal più grande al più piccolo peccato.
Cosa ha detto Gesù su questo?
Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non uccidere”; e: “Chiunque ucciderà, sarà sottoposto al giudizio”;ma io vi dico: Chiunque si adira contro suo fratello senza motivo, sarà sottoposto al giudizio; e chi avrà detto al proprio fratello: “Raca”, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: “Stolto”, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. (…) Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non commettere adulterio”. Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
(Vangelo secondo Matteo 5:21-22 e 27-28)
Questo ci fa capire come per nostro Signore Gesù non basta praticare l’adulterio, ma già il solo desiderare qualcuno che non è il nostro coniuge o la nostra fidanzata è cadere in adulterio. Allo stesso modo, per Dio, odiare col cuore equivale ad uccidere. Perché? Perché Dio non giudica le apparenze, ma con giustizia, e Lui giudicherà prima di tutto i cuori, con la misura della nostra fede; le opere -frutto della fede- ci seguiranno.
Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate secondo giustizia.
(Vangelo secondo Giovanni 7:24)
Non c’è alcun giusto, neppure uno. (..) poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio…
(Epistola ai Romani 3:10 e 23)
Il fatto di essere stati rinchiusi tutti quanti sotto peccato vuol dire che nessuno può gloriarsi di non aver peccato né di aver peccato meno: Dio, facendosi carne e morendo sulla croce al posto nostro, ha dimostrato di essere venuto per noi tutti, nessuno escluso. Tutti hanno bisogno del Suo sacrificio espiatorio per potersi avvicinare a Lui ed ereditare la vita eterna.
Allora, perché ci piace vedere l’omosessualità come uno dei peggiori peccati? Ben Paolo, ispirato dallo Spirito Santo, l’ha annoverato trai tanti:
Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio.
(Prima epistola ai Corinzi 6:9. Vedi pure 1 Timoteo 1:9-10)
Per Dio, chiaramente, il peccato è peccato: una macchia in un bella tunica bianca come la neve è una macchia. Che sia una macchia di cioccolato, di vino, di sugo o di grasso, per Dio è una macchia; una traccia di sporcizia che non ci fa essere degni di apparire ben vestiti davanti al trono di Dio. Perché? Perché Dio è santo e solo i santi potranno presentarsi alla Sua presenza e vivere nella Gerusalemme celeste.
Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine, il primo e l’ultimo». Beati coloro che adempiono i suoi comandamenti per avere diritto all’albero della vita, e per entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i maghi, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna.
(Apocalisse 22,13-14)
Per Dio vivere nel peccato è avere la fedina penale sporca. Così come un giudice di questo mondo ti condannerebbe, Dio, che è giusto lo farà pure. Nella Sua giustizia si dimostra il Suo amore. Cosa diresti se un giudice per “amore” non giudicasse con giustizia o aprisse le carceri? Sarebbe guidato dal vero amore, o piuttosto dall’indifferenza e dalla follia? Così Dio rimane giusto mostrando il Suo amore verso di noi facendo morire Suo figlio Gesù sulla croce per TUTTI, nessuno escluso e chiunque crede in Lui ha la cauzione pagata per uscire di prigione ed essere giudicato in base ai meriti di Cristo, in base alla Sua fedina penale.
Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.
(2 Corinzi 5:21)
perché nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge (…) Noi dunque riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge.
(Romani 3:20 e 28)
2. L’OMOSESSUALITÀ NELLO SPECIFICO
Non sapete voi che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò io dunque le membra di Cristo, per farne le membra di una prostituta? Così non sia. Non sapete voi che chi si unisce ad una prostituta forma uno stesso corpo con lei? «I due infatti», dice il Signore, «diventeranno una stessa carne».
(1 Corinzi 6:15-16)
Come tutti i peccati sessuali, l’omosessualità, soffre delle conseguenze peggiori ed a più lunga durata. Così come una macchia di grasso in un vestito è più dura da togliere che una macchia di cioccolato. L’unirsi ad una persona secondo la Bibbia è “divenire una sola carne”. Chiaramente, due uomini o due donne che hanno rapporti sessuali non saranno mai una sola carne poiché la loro carne, il loro corpo biologico non è creato da Dio per esserlo (ed infatti questa unione non porta un frutto spontaneo nella vita, cioè nel concepimento di una creatura), ma queste si espongono tuttavia ad un pericolo che vedremo dopo.
L’omosessualità ha radici profonde, nell’infanzia, nel rapporto genitoriale (nella mancata identificazione col padre per gli uomini e con la madre per le donne per es.), nel bullismo e l’esclusione a scuola, nel divorzio, nel complesso di inferiorità e quasi per la metà dei casi nell’abuso sessuale subito nell’infanzia o nella prima adolescenza. Rari sono i casi, ma crescono sempre di più, di persone che nascono con identità omosessuale a seguito di maledizioni generazionali, genitori nell’occultismo, nella fornicazione, figli non voluti anche attraverso il tentativo di aborto; chiaramente Cristo è morto e resuscitato per dare la nuova vita anche a queste persone.
Quando un uomo si unisce ad un altro uomo apre le porte a degli spiriti immondi. Lo stesso vale per due donne. Può succedere anche tra un uomo ed una donna: vediamo spesso che due persone che non hanno ancora accettato Gesù che decidono di stare assieme mescolano i loro umori, vizi e dipendenze.
I peccati della sfera sessuale (fornicazione, adulterio, pornografia, masturbazione, incesto, zoofilia, pedofilia, omosessualità, travestitismo, transessualismo, poligamia, perversioni varie, etc) hanno conseguenze più gravi rispetto agli altri peccati perché intaccano l’anima, la più profonda sfera dell’intimo, aprendo le porte agli spiriti immondi (vedi Maddalena in Luca 8:2).
Vediamo più difficilmente le persone che vivono in questi peccati dare la propria vita a Gesù o la danno completamente dopo anni di vita tra il peccato e la chiesa. Ma quando succede che si ravvedono è veramente una grande opera di rinnovamento, di grande testimonianza e di edificazione per la chiesa di Dio. I peccati contro il proprio corpo, avendo origini profonde, induriscono il cuore.
Si tratta di persone bisognose e desiderose di un affetto sincero, alla ricerca sincera dell’amore.
Non insultarli, né maltrattarli. Come anch’io cercavo di colmare un grande vuoto di amore nel mio cuore attraverso l’omosessualità e la pornografia.
Ammetto che per qualcuno che non ha mai conosciuto da vicino un omosessuale, questo può sembrare schifoso: ci si immagina la persona avvinghiata ad un’altra in una mescolanza strana e inadatta. Questo fa soprattutto senso se si pensa a due uomini piuttosto che a due donne.
Quando ti si presenta una persona davanti che ti dice di essere omosessuale non immaginare cosa fa a letto: vedi davanti a te un uomo od una donna, peccatori come chiunque non conosca ancora Gesù, bisognoso di amore e di comprensione.
E poi, chi sei tu per giudicarla? Hai dimenticato da dove vieni? Il tuo peccato era forse più piccolo del suo? Abbiamo visto di no. Forse ha avuto delle conseguenze minori, ma non significa che non fosse degno dell’inferno. Un assassino va in prigione, ma se si ravvede davanti a Dio, accettando Gesù, andrà in paradiso, anche se resterà tutta la sua vita in prigione. Perché? Perché il suo peccato, secondo la nostra legge, porta delle conseguenze, ma anche il senso di colpa in Cristo sparisce. Magari tu vivi tutta la vita andando in chiesa, lavorando, avendo una bella facciata di religioso, ma se non hai perdonato a tuo fratello non presentare la tua offerta davanti a Dio, ma va’ e riconciliati con lui, perché il tuo peccato seppure piccolo agli occhi degli uomini è gigante davanti a Dio.
E quando giunsero al luogo, detto del Teschio, là crocifissero lui e i malfattori, l’uno a destra e l’altro a sinistra. (…) Or uno dei malfattori appesi lo ingiuriava, dicendo: «Se tu sei il Cristo, salva te stesso e noi». Ma l’altro, rispondendo, lo sgridava dicendo: «Non hai neppure timore di Dio, trovandoti sotto la medesima condanna? Noi in realtà siamo giustamente condannati, perché riceviamo la dovuta pena dei nostri misfatti, ma costui non ha commesso alcun male». Poi disse a Gesù: «Signore, ricordati di me quando verrai nel tuo regno». Allora Gesù gli disse: «In verità ti dico: oggi tu sarai con me in paradiso».
(Vangelo secondo Luca 22:33 e 39-43)
3. PECCATO IMPERDONABILE?
Nessun peccato dunque è imperdonabile per Dio, a parte la bestemmia contro lo Spirito Santo, cioè non riconoscere che Gesù è il Cristo venuto nel mondo per salvare i peccatori.
Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
(Vangelo secondo Giovanni 3:18)
Se ancora fai differenza tra piccoli e grandi peccati, ravvediti.
4. POSSEDUTI?
Molti nelle chiese pensano che tutti gli omosessuali siano posseduti.
Non c’è niente di più sbagliato ed erroneo. Questo rientra in quel peccato di gerarchizzazione dei peccati.
Conosco omosessuali, persone che più generose, gentili, pazienti e comprensive non si può. Ne conosco altri che vivono nel rancore, nell’odio più profondo per se stessi e per gli altri.
A volte basta una parola d’amore, una buona predicazione per scacciare lo spirito di omosessualità.
Conosco anche omosessuali che vivono una profonda oppressione spirituale, allo stesso modo in cui conosco degli eterosessuali vivere la stessa cosa: per i due casi bisogna digiunare e pregare per la persona, se essa lo vuole e vuole essere liberata da questo spirito immondo.
Credi che il fatto di volere camminare con Gesù non significhi che si sentano già accusati dalla loro coscienza? Ci manchi solo tu a volerli scoraggiare. Quindi amali, sii paziente, comprensivo. Quello che loro vivono tu lo capisci in parte, anche se l’avessi vissuto in prima persona, ma per ognuno è sempre diverso. Prega, documentati e non vedere la sua condizione come disperata e inguaribile: prendila, sì, sul serio ma senza ingigantirla. Come abbiamo detto, seppure si tratta di un peccato che ha radici più profonde e conseguenze sullo stato d’animo della persona che fanno più eco, rimane sempre un peccato (se consumato) od una tentazione (come qualunque altra tentazione). Come si combatte la tentazione? Stando vicini al pastore ed al gregge: passando più tempo con Gesù, con la Sua parola, nella preghiera, nel digiuno e con i fratelli e le sorelle in chiesa.
Come sempre le parole di nostro Signore Gesù Cristo devono essere la nostra bussola.
