«GESÙ VUOLE CAMBIARE ANCHE LA TUA VITA, ALE!» REPLICÒ
Ciao, mi chiamo Alessandro. Nel 1986, 31 anni fa, mi sono battezzato, scegliendo di seguire il Signore.
La mia vita non è stata facile… Il tutto ha avuto inizio quando avevo soltanto 9 mesi. Mia mamma morì in un incidente stradale; mio padre, dal canto suo, non era in grado di prendersi cura di me e dei miei fratelli, quindi, essendo il più piccolo, e visto anche che nessuno tra i parenti voleva adottarmi, i servizi sociali hanno deciso di portarmi in un orfanotrofio gestito dalle suore. Dopo qualche mese mi hanno assegnato a quelli che sarebbero stati i miei genitori adottivi. Loro sono stati sempre molto amorevoli nei miei confronti, soprattutto mio padre.
Crescendo mi capitava spesso di giocare con un mia cugina e con i suoi giocattoli. Quando stavo con lei mi sentivo una bambina, visto che condividevamo tutto. Quando avevo 10 anni sono andato con i miei genitori in un grande negozio di giocattoli. Nell’area con i giocattoli per le bambine ho visto una bambola alta quasi un metro: subito scoppiai a piangere e chiesi ai miei di comprarmela. Mia madre ne era contrariata, ma mio padre acconsentì. A 16 anni parlai di questo avvenimento ad uno psicologo che mi disse che per me quella bambola rappresentava nell’inconscio la mia mamma biologica che, nonostante la tenera età in cui mi aveva lasciato, io ne sentivo la mancanza. Nello sfondo sentivo anche il vuoto causato dai miei fratelli che non vedevo quasi mai, perché stavano in collegio in un’altra città. Avevo un profondo senso di colpa, perché io avevo avuto il privilegio di avere una famiglia, un focolare, mentre loro no. Questo è stato anche quello che mi ha rinfacciato mio fratello più grande, dicendomi: “Tu hai vissuto nella bambagia!”. Io l’ho perdonato di queste amare parole dopo avere accettato l’amore di Dio ed aver capito che anche lui aveva tanto sofferto e che le sue parole provenivano da una profonda ferita dovuta alla mancanza di amore. Da bambino mi capitava di vedere i miei fratelli e di passare un po’ di tempo assieme quando venivano a trovare la nostra nonna nel mio paese. I miei fratelli mi volevano tanto bene; mi davano abbracci, pizzicotti sulle guance e condividevamo tutti e quattro la passione per la musica ed il canto.
A 15 anni sono stato vittima di un abuso sessuale. Per me è stato l’inizio di una profonda depressione. A 16 anni, dopo la morte di mia madre adottiva, ho cominciato ad identificarmi come gay, a frequentare le discoteche e ad “innamorarmi” dei ragazzi. Mi sentivo senza una meta, come se la vita per me non avesse un senso. Ringrazio Dio per l’educazione che mi aveva dato mio padre, perché in quei luoghi non ho mai toccato alle droghe… Mi chiedevo: “Perché queste cose sono capitate tutte a me? Orfano, senza poter vedere i miei fratelli, ho perso mia mamma adottiva, sono stato abusato, sono omosessuale…”
Un giorno, dopo quattro anni da quel profondo periodo di crisi, incontrai al mercato del mio paese una mia vecchia amica, Ada. La ricordavo molto appariscente. Era diversa, il suo volto era stranamente luminoso. “Ada, che ti è successo?” le ho chiesto. “Ho incontrato Gesù” è stata la sua risposta. Scoppiai a ridere. “Gesù vuole cambiare anche la tua vita, Ale!” replicò. Nel mio cuore era calato un grande silenzio che mi fece riflettere alle sue parole…
Un giorno una mia amica di infanzia di nome Rosa mi regalò una Bibbia. Ogni tanto la leggevo, stava lì sul comodino ma, sinceramente, non ci capivo molto.
Dopo 6 mesi bussarono a casa mia dei Testimoni di Geova. Avevo bisogno di aiuto, così decisi di iniziare gli studi biblici con loro in casa. Non ero molto convinto di quello che mi insegnavano… Gesù nel frattempo mi parlava e sentivo che era il Dio che guarisce e che salva. Ho smesso gli studi con i Testimoni di Geova perché qualcosa mi diceva che non era la strada giusta.
Avevo 22 anni quando un giorno mi trovavo a casa, piangendo. Non sapevo più che fare, ero depresso. La Bibbia era sul tavolo ed io continuavo a piangere e dimenarmi. Sgomitando feci cadere la Bibbia a terra e si aprì in una pagina… I miei occhi caddero su queste parole del Signore:
Io sono la via la verità e la vita; nessuno viene al padre se non per mezzo di me. (Vangelo secondo giovanni 14:6)
Da solo ho deciso di andare in una Chiesa Cristiana Evangelica. Ho capito subito che quello era il mio posto e tramite gli insegnamenti ho capito che avevo bisogno di liberazione. Sono stato liberato totalmente dalla depressione e dall’omosessualità tramite la missione evangelistica che gira l’Italia con un gran tendone «Cristo è la Riposta». Da quel momento ho capito che la natura che Dio mi aveva dato era quella di uomo e che, nonostante le lotte, io ho scelto di combattere a fianco di Colui che ha già vinto: Gesù!
Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede. (1 Giovanni 5:5)
