
Il Signore due anni fa ha parlato al mio cuore, dicendomi che non ero omosessuale e che lo stile di vita che stavo adottando era peccaminoso e che mi avrebbe trascinato all’inferno.
Cosa significa che Dio mi ha detto che non ero omosessuale seppure lo fossi? In effetti mi ha detto che l’omosessualità nella quale vivevo non era il piano che Lui avevo previsto per me, che l’identità che avevo adottato non era quella che Lui mi aveva destinato e che stavo solo credendo ad una menzogna di Satana.
Perché? Dio ha forse fallito non avendomi saputo tenere nelle Sue vie o non avendomi saputo dare la Sua identità anziché quella del peccato? In effetti, Dio è al controllo di tutto perché è il creatore di ogni cosa. Dio ama le Sue creature e nel Suo amore le lascia liberi di scegliere.
Guardate, io pongo oggi davanti a voi la benedizione e la maledizione: la benedizione se ubbidite ai comandamenti dell’Eterno, il vostro DIO, che oggi vi prescrivo; la maledizione, se non ubbidite ai comandamenti dell’Eterno, il vostro DIO, e se vi allontanate dalla via che oggi vi prescrivo, per seguire altri dèi che non avete mai conosciuto. (Deuteronomio 11:26-28)
Assecondare la tentazione omosessuale, cedervi, significa seguire un altro dio, lo spirito di omosessualità. La benedizione consiste nell’ubbidire ai comandamenti di Dio, non è soltanto qualcosa che si può chiedere, ma anche il giusto salario all’ubbidienza. Come disse il nostro Signore Gesù Cristo: “l’operaio è degno del suo salario” (Evangelo di Luca 10:7)
Perché il Signore mi ha avvertito che vivevo nel peccato? Perché voleva salvarmi. Perché voleva salvarmi? Perché è amore. Al suo avvertimento avrei potuto rispondere “no” o rimanere indifferente. La mia parte è stata quella di scegliere. Nella volontà che Dio stesso mi ha dato si è giocata la mia guarigione e la mia salvezza.
Ancora schiavo dei desideri e dei comportamenti omosessuali Dio mi ha detto che aveva un piano per me e che era solo una brutta strada ed una menzogna alla quale stavo credendo. Quando ancora ero attanagliato dai desideri perversi e dalla tentazione ho voluto credere, per fede, che non era la mia vera vita, la vita originaria, cioè quella che Dio mi aveva destinato, aveva scritto per me.
Ma noi siamo obbligati a rendere del continuo grazie per voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha eletti fin dal principio per salvarvi, mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella verità; a questo egli vi ha chiamati per mezzo del nostro evangelo, affinché giungiate ad ottenere la gloria del Signor nostro Gesù Cristo. (Seconda epistola ai Tessalonicesi 2:13-14)
Caro/a amico/a, il fatto di lottare con l’omosessualità non significa che sei omosessuale. Sai perché? Perché la parola di Dio ci dice che “la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.” (Ebrei 11:1) Cosa vuol dire? Che se tu credi che Gesù Cristo ha portato sulla croce i tuoi peccati, compresa l’omosessualità, per fede sei guarito. Non importa che tu lo veda o no per il momento. Credi a quello che ancora non vedi: questa è la fede! Una certezza, una sicurezza piena del fatto che non dipende da te, ma da Lui! Non da quello che tu puoi fare, ma da quello che Cristo Gesù ha già fatto sulla croce! Non ci pensare che ancora ti capita di sentirti eccitato nel veder una persona del tuo stesso sesso che ti piace, non è importante per il momento: credi che il Figlio di Dio ha portato sulla croce l’omosessualità e anche tu sei crocifisso all’omosessualità. Significa che la tua carne con tutte le sue voglie e desideri che lottano contro lo spirito sarà annientata.
E Gesù, rispondendo, disse loro: «In verità vi dico che se avete fede e non dubitate, non solo farete ciò che io ho fatto al fico, ma se anche diceste a questo monte: “Levati di lì e gettati nel mare”, ciò avverrà. (Evangelo di Matteo 21:21)
Per prima cosa ravvediti e chiedi perdono a Dio. Come abbiamo detto prima, sei stato libero di scegliere e tu, come me, hai scelto la via del peccato. Di questa Dio non è responsabile perché Lui sin dal principio ha messo l’uomo di fronte a due vie, come abbiamo letto poco fa. Dio ama chi si umilia e il muro di separazione tra noi e Lui è proprio il peccato. Il ravvedimento (cioè chiedere perdono a Dio e odiare il peccato, cioè quello che si è fatto in passato) è la condizione necessaria per instaurare un rapporto con Dio e riconciliarsi con Lui. La porta verso la riconciliazione è l’opera della grazia in Cristo Gesù. Mandando Suo Figlio, Dio ha fatto pagare a Lui tutti i tuoi ed i miei peccati compiuti in passato ed anche quelli che compiremo.
Perché qualcuno doveva pagare? Perché ad una azione corrisponde una reazione. Dio è santo e perfetto e non può tollerare il peccato o non sarebbe più Dio. Così sin dal principio al peccato di Adamo ed Eva il sacrificio di animali calmò la collera di Dio (Genesi 3:21), così come comando di sacrificare animali per l’espiazione dei peccati ai tempi di Mosè.
Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurare la purezza della carne, quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente! Per questo egli è mediatore di un nuovo patto. La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, affinché i chiamati ricevano l’eterna eredità promessa. (..) Secondo la legge, quasi ogni cosa è purificata con sangue; e, senza spargimento di sangue, non c’è perdono. (Epistola agli Ebrei 9:13-15 e 9:22)
Oggi sei tentato? Gesù lo è stato pure. La tentazione ha fatto di Gesù un peccatore? Mai! La tentazione ha fatto di Gesù meno Dio? Mai! Egli non ha mai conosciuto peccato. In carne ed ossa come noi, tentato allo stesso modo come me e te ha resistito. Perché tutto questo? Perché ha simpatizzato con noi, con la nostra natura. Cosa significa? Che Dio per mostrare il Suo amore ha vissuto come noi per mostrarci che sa cosa passiamo, cosa viviamo, nelle tribolazioni, nelle tentazioni, nella sofferenza, nell’emarginazione, nella distretta, nell’umiliazione.
Pensi che Dio non ti possa comprendere in qualcosa? Lui che ci ha formati, che ci ha generati, che ci ha plasmati e che si è addirittura fatto carne per mostrarci quanto ci amasse e per “simpatizzate” con noi, cioè condividere il pathos, il sentimento con noi, le nostre stesse emozioni e sensazioni.
Non importa a che scalino della guarigione ti trovi, l’importante è avere iniziato a salire le scale. Non importa a che grado della guarigione sei, l’importante è avere cominciato la cura. La cura è Gesù, il medico dei medici, il dottore dei dottori. Al malato il dottore chiede volontà, Gesù ti chiede la fede, come un granello di senape. La fede è la condizione per piacere a Dio e per vincere contro il maligno. “La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.” Ti fidi del tuo medico generico? Eppure è un uomo come te, soggetto alla malattia e agli errori. E non ti fidi di Dio? Abbi fede! Se non ce l’hai fai questa preghiera:
“Aumentami la fede, Signore!”
Chi dubita rassomiglia a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie. (Giacomo 1:8-9)
Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figlio di Dio? (1 Giovanni 5:4-5)
Gran parte della battaglia la si gioca nel campo delle etichette e della mente.
Gesù ti dice: “Io ti amo così come sei. Fidati di me. Non dovrai farlo tu. Lo farò io per te. Tu solo smettila di chiamarti come io non ti chiamo.”
Un grande errore che facciamo è quello di continuare a vederci come uomini a metà, complessati, omosessuali, diversi, quando Dio stesso ci ha chiamato la pupilla dei suoi occhi. Identificarti ancora come omosessuale, gay, lesbica, non ti aiuta. Afferra la vittoria in Cristo.
Vorrei aprire questa meditazione con un grande esempio di fede dell’Evangelo. Una donna cananea con una grande fede. La regione in cui viveva questa donna era dalle origini ribelle a Dio (v. Genesi 9), eppure in questo capitolo dell’Evangelo si staglia quello che è il piano del Creatore di salvare tutte le nazioni, ma ad una condizione: avere fede. La donna ha “guerreggiato” verbalmente con Gesù, “strappandogli” quasi la benedizione, l’esaudimento alla sua preghiera per sua figlia tormentata da un demonio. Il suo cuore, cosciente di essere in debito, in difetto rispetto alla santità e alla perfezione di Gesù Cristo, si è umiliato. Si è letteralmente abbassata, prostrata, conscia che solo per grazia poteva essere esaudita. Gesù già sapeva che in Lui sarebbero state benedette le nazioni, ha solo voluto testare (e quindi fortificare) la fede di questa donna.
Partito di là, Gesù si ritirò nel territorio di Tiro e di Sidone. Ed ecco una donna cananea di quei luoghi venne fuori e si mise a gridare: «Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide. Mia figlia è gravemente tormentata da un demonio». Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli si avvicinarono e lo pregavano dicendo: «Mandala via, perché ci grida dietro». Ma egli rispose: «Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele». Ella però venne e gli si prostrò davanti, dicendo: «Signore, aiutami!» Gesù rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini». Ma ella disse: «Dici bene, Signore, eppure anche i cagnolini mangiano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le disse: «Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi». E da quel momento sua figlia fu guarita. (Evaneglo di Matteo 15:21-28)
“Grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi” sono le parole di nostro Signore. Chiedi al Signore con fede, aspetta pazientemente ed Egli ti esaudirà. Ma non chiediamo con pretesa, come se lo meritassimo, ma consci che è solo per grazia e per amore che il Signore ci esaudisce.
CONSIGLI PRATICI
Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. (Giacomo 2:17)
1. Ascolta la parola di Dio, leggila, meditala. Perché? Per accrescere la tua fede, il tuo attaccamento e affidamento al Signore. “Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” (epistola ai Romani 10:17). La parola ti fortifica, ti irrobustisce. Impara dei versetti a memoria per spegnere i dardi infuocati del nemico. La parola di Dio è la spada; la fede è lo scudo; la salvezza è l’elmo! (v. Efesini 6:10-20) Vai in chiesa, frequenta dei fratelli e delle sorelle nella fede che possano incoraggiarti, sostenerti e pregare per te.
2. Pratica quello che leggi ed agisci secondo la fede e secondo quello che hai domandato a Dio. Non ti illudere che la preghiera sia una formula magica, una specie di abracadabra. La preghiera di liberazione nasce dalla fusione di due cose: dallo Spirito Santo che ci dice cosa chiedere (Romani 8:26) e dalla nostra volontà. Ti racconto in breve quello che è successo a me anni fa (puoi trovarlo scritto dettagliatamente nelle mie testimonianze nella homepage di questo sito): la prima volta che sono stato ad un culto evangelico nel momento della preghiera spontanea ho cominciato a chiedere a Dio di liberarmi dall’omosessualità. Non sapevo nemmeno che l’omosessualità fosse peccato, non avevo mai letto la Bibbia né nessuno mi aveva mai fatto sentire in colpa per questo. Da dove è venuta questa preghiera? Lo Spirito Santo, cioè lo spirito di Gesù Cristo, è stata ad ispirarmela. Però appena uscito dalla chiesa sono andato ad incontrarmi e passare la serata col mio fidanzato. Secondo te questa preghiera può essere esaudita? No. Ma non perché Dio non lo voglia, ma perché non agisce insieme alla mia volontà, e il Signore rispetta la mia volontà, perché l’ha creata Lui stesso e non la mortifica né la sminuisce. Al contrario Satana che odia l’essere umano, compresa la volontà di questo, agisce contro la sua volontà fino a spingerlo ad autodistruggersi (vedi l’indemoniato Gadareno in Marco 5:5). Dio invece agisce in armonia con noi. Se noi non lo vogliamo Lui non ci forza. Lui ci apra una porta. Forse ci mostrerà la Sua mano potente nella nostra vita, la Sua bontà, ma alla fine saremo sempre noi a scegliere se seguirLo oppure no. La Bibbia usa la parola possessione quando parla di spirito immondi che entrano in una relazione profonda con gli uomini, ma mai fa la stessa cosa nel caso in cui Dio instauri la stessa cosa con gli uomini. Perché? Perché Dio non prende con la forza. Si usano, nel caso di Dio, le espressioni bibliche essere unti, riempiti della Sua presenza, guidati, ispirati. Proprio perché Dio è il Padre amorevole che coopera con noi, sempre per il nostro bene.
I tuoi precetti sono la mia gioia e i miei consiglieri. (Salmo 119:24)
Ricordati che la pornografia e i pensieri sessuali nutrono la tentazione omosessuale: rinunciaci! Non pensare di poter essere liberato dall’omosessualità quando guardi pornografia, film erotici e film mondani. Anche certa musica ti spinge verso i pensieri sessuali (il 90% della musica pop ha contenuti erotici, compresi i videoclip), i giornali e le riviste mondane, di bellezza, estetica, cura del corpo, etc. Evita le conversazioni a sfondo erotico o con battute erotiche ed evita chi le suscita.
La tua volontà ti spinge a non rattristarti se vedi qualcuno/a e ti suscita una erezione od un qualche eccitamento. Prega nel nome di Gesù e la tentazione sparisce. Non rattristarti però: è quello che vuole Satana toglierti la gioia. Prega con autorità e con la certezza di essere esaudito. Ti ripeto, il fatto di essere tentato dall’omosessualità non ti fa gay, così come il fatto di desiderare di assaggiare tutti i dolci del mondo non ti fa diventare diabetico: è questione di volontà! E la nostra volontà deve essere la volontà del Padre nonostante la nostra carne ci spinga diametralmente all’opposto.
«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia volontà, ma la tua». (Evangelo di Luca 22:42)
3. Allontanati dalle cattive compagnie. Leggiamo insieme questo passo dal vangelo di Marco al capitolo 5:22-24, 35.
Ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregò con insistenza, dicendo: «La mia bambina sta morendo. Vieni a posare le mani su di lei, affinché sia salva e viva». Gesù andò con lui, e molta gente lo seguiva e lo stringeva da ogni parte. (…) Mentre egli parlava ancora, vennero dalla casa del capo della sinagoga, dicendo: «Tua figlia è morta; perché incomodare ancora il Maestro?» Ma Gesù, udito quel che si diceva, disse al capo della sinagoga: «Non temere; soltanto continua ad aver fede!»
Vedi? Delle cattive amicizie, incredule, avevano per scopo di scoraggiare Iairo, il capo della sinagoga, affinché non confidasse più sulla potenza di Dio. Ma Gesù ha risuscitato sua figlia che era, chiaramente, già morta. Magari oggi ti trovi a volere uscire da questa situazione ma ci sono gli amici della vita gay o i gay-friendly che ti scoraggiano, ti dicono che sei nato così e che morirai così. Magari ti dicono che è stato Dio a volerti così e che sei marchiato a vita. Ti consiglio una cosa caro/a amico/a, allontanati da queste amicizie. Non frequentarli più perché ti trascineranno con loro. Piuttosto prega per loro. Se non ti senti abbastanza forte, per il momento, da fronteggiarli e difendere la tua fede, allontanali, rinuncia a loro perché ti portano solo dispiaceri e ti fanno indietreggiare nella tua corsa verso la salvezza. Lo so che è doloroso, anch’io in parte ci sono passato, ma ne varrà la pena. Un giorno sarai una grande testimonianza per loro, riuscirai ad incontrarli senza essere influenzato e potrai aiutarli e condividere l’amore di Gesù Cristo con loro.
4. Sii paziente. Il Signore ha un piano di azione diverso per ognuno di noi. Conosco ragazzi che sono stati liberati dalla tentazione pressante da un giorno all’altro; altri dopo mesi, altri dopo qualche anno: ma hanno tutti una cosa in comune, il fatto di avere avuto fede e perseverato. La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di fare nostra la verità rivelataci dallo Spirito Santo: che l’omosessualità è peccato e che quindi, come ogni peccato, conduce all’inferno. La seconda è stata quella di sgravarci dall’etichetta omosessuale. La terza quella di ricordarci della promessa del Signore quando passiamo i momenti più difficili. Qui fede, pazienza e perseveranza giocano un ruolo chiave.
FEDE: …avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. (Ebrei 10:22)
PAZIENZA: Ho pazientemente aspettato il SIGNORE, ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido. (Salmo 40:1)
PERSEVERANZA: Siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera (Romani 12:12). Nella vostra perseveranza guadagnerete le anime vostre (Luca 21,19).
