Jonah Lee (Corea del Sud)

PROPRIETARIO DI UNA DISCOTECA GAY L’ANGELO DELLA MORTE LO VISITA E SI RAVVEDE

Sono un pastore della Calvary Chapel di Seul e leader del movimento ex gay «Holy Life».
Ho cominciato ad essere attratto dai ragazzi nell’adolescenza senza nessuna ragione, e ho iniziato a vivere come omosessuale. Pensavo di essere nato omosessuale. Mi vergognavo di me stesso perché sentivo una specie di senso di colpa, per questo ho deciso di non parlarne a nessuno e mi sono abbandonato ad uno stile di vita gay.

Sulla ventina ho lavoricchiato nel mondo del teatro e sono anche stato proprietario di un negozio di abbigliamento femminile in quanto stilista. Dopo aver fallito con questa attività, ho deciso di farmi monaco buddista, ma quando avevo 27 anni mia madre, che sapeva della mia identità, ha lasciato un disperato messaggio e si è suicidata perché non riusciva a convincermi a tornare indietro.
Ho vissuto una vita da fallito dopo la sua morte.

Quando avevo 30 anni una donna mi ha evangelizzato, parlandomi di Cristo, così sono diventato cristiano. Ma vivevo ancora da omosessuale, anche perché nessuno mi aveva detto nulla sull’argomento.

Ho messo su una discoteca gay ed un locale per transgender a Itaewon. È stato un successo. Sono diventato famoso come manager di discoteche e di «host club» (genere di attività commerciale giapponese).
Nella mia impresa ci lavoravano 70 persone omosessuali. Successivamente ho aperto un locale in Giappone, facendomi un sacco di soldi.
Ero una sorta di padrino gay in Corea. Ero alla testa di 200 omosessuali.

A quell’epoca mi definivo ancora cristiano e dicevo di amare Dio. La passione per Dio, che veniva dal profondo del mio cuore, non si arrestava, così ho deciso di entrare in seminario. Ero ancora omosessuale e non ero al corrente che fosse un peccato, ma desideravo ardentemente diventare un evangelista per aiutare gli omosessuali.

Dopo i giochi olimpici di Seul nel 1998, il governo coreano ha dichiarato Itaewon come area con alto tasso di criminalità. Ha cominciato dunque a far chiudere tutti i locali notturni perché molti dei figli delle persone che erano al potere andavano a drogarsi proprio a Itaewon.
Tutti e quattro i locali che gestivo sono quindi andati in fallimento ed il mio appartamento sotto sequestro. Alla fine ho deciso di trasferirmi in Giappone, continuando a girare locali con i transgender e a definirmi cristiano.

Una sera un angelo della morte ha cominciato a percuotermi al collo e mi sono sentito morire. Sono andato a parlare di questo accaduto con Yonggi Cho, pastore a Tokio della Chiesa Yoido Sunbokeum, che mi ha detto che dovevo fare il pastore e che dovevo lasciarmi tutto alle spalle. Ho capito che era una chiamata di Dio. Così sono entrato in una scuola di teologia, e mi sono disintossicato da tutti i locali notturni.

Lì ho incontrato il pastore Hirano Koo e ho sentito parlare della Calvary Chapel degli Stati Uniti. Ha aperto la Bibbia, mi ha spiegato che l’omosessualità è un peccato e mi ha detto che a condizione di avere una vita pura, non possiamo entrare nel regno di Dio. Da questo ho capito che l’omosessualità non è innata, e ho cominciato ad esaminare la verità della Bibbia per uscire fuori dalle abitudini del peccato.

Dopo tre anni, ho avuto un’esperienza particolare con lo Spirito Santo durante una lezione, il 4 luglio del 1991. Tutti gli spiriti immondi sono stati scacciati via da me e sono diventato una persona nuova. Avevo 43 anni all’epoca.

Dopo essere tornato in Corea, ho fondato una Calvary Chapel a Seul e mi sono concentrato soltanto nel cercare la verità della parola di Dio.
Anche l’apostolo Paolo ha passato tre anni dedicandosi solamente alla parola di Dio in Arabia Saudita, dopo aver accettato Gesù (Galati 1:15-18). Per saperne di più, per 12 anni ho scritto delle note a margine della mia Bibbia, dalla Genesi all’Apocalisse.

In Corea l’omosessualità era diventato un problema sociale e le chiese facevano delle campagne contro l’omosessualità ed io ne avevo preso parte, ma poi Dio mi ha dsti una visione differente. Ho fondato un movimento ex gay chiamato «Holy Life» (vita santa), ho cominciato ad evangelizzare gli omosessuali e sono a capo di questo movimento di restaurazione. Diamo voce ai diritti delle persone ex gay organizzando ogni anno l’«Holy Festival», contrapposto al «Queer Festival». Ho potuto fare da consulente a circa 2000 persone omosessuali e ho aperto una Scuola Biblica poiché solo la verità può guarirli.

L’omosessualità è un peccato che distrugge la vita. Il lavoro di Satana è quello di far cadere coloro che Dio ha scelto.
Quindi, non dobbiamo criticare gli omosessuali, piuttosto predicare loro il Vangelo affinché siano pecore ritrovate e ristorate in modo che a loro volta divengano dei mietitori della fine dei tempi.
Questa è la volontà di Dio.

Guardatevi dal disprezzare alcuno di questi piccoli, perché io vi dico che gli angeli loro vedono continuamente nei cieli la faccia del Padre mio, che è nei cieli. (Vangelo secondo Matteo 18:10)

L’omosessualità è una cattiva abitudine che può essere superata. Ma il peccato d’omosessualità ha bisogno di essere perdonato nel nome di Gesù Cristo perché si tratta di un problema spirituale che deve essere affrontato con dio. Così potrai ricevere come dono lo Spirito Santo.

Allora Pietro disse loro: »Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesú Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. (Atti degli Apostoli 2:38)