Mabel Sim (Singapore)

il

DAI MALTRATTAMENTI DI MIO PADRE AL LESBISMO COME DIO MI HA GUARITA

Prima di cominciare vorrei ringraziare Dio per avermi dato una seconda possibilità. Gli sarò per sempre grata di questo amore inesauribile.

Prima del maggio del 1995, pensavo che tutto andasse bene – un buon lavoro, buon cibo, buon vino ed una compagna deliziosa. Sebbene fossi “libera” di fare tante cose e stavo con qualcuno a cui volevo molto bene, non mi sentivo “libera”. Spesso mi sentivo in colpa per questa relazione sebbene la desiderassi ardentemente, ed il rapporto con i miei genitori stava degenerando e con gli amici più intimi sembrava spegnersi.

MA PERCHÉ? Potevo guadagnare tanti soldi, avere una bella vita ma molte cose non sembravano a posto – il rapporto con i miei genitori, con i miei amici più stretti e con la mia compagna.

Il mio sogno era di avere una relazione perfetta con qualcuno di cui mi prendessi cura e a cui provvedessi e…tutto averebbe funzionato da sé. Invece, eravamo completamente dipendenti sotto il profilo emotivo l’una dall’altra. Dovevamo stare insieme la maggior parte del tempo tranne al lavoro (ma ci chiamavamo spesso anche da lì e ci pensavamo); dovevamo fare delle cose insieme (le vacanze, le uscite, i pasti). Proprio come due sanguisughe, appiccicate l’una all’altra. Eravamo gelose ed agitate se una di noi non informava l’altra di qualunque attività o se non ci raggiungevamo. Dovevamo sapere la posizione l’una dell’altra e le ultime news. Molto stancante!!!

Poi è accaduto l’inevitabile. Mi ha lasciato per un’altra, per un’altra donna nel maggio del 1995. Quel giorno la mia vita è finita. Non c’era nulla per cui valesse la pena andare avanti e vivere. Avevo perso l’appetito, perdevo peso e pensavo pure di suicidarmi. Il dolore per la rottura era fortissimo ed ancora peggio perché mi aveva tradito con una nostra amica. Non importa se si tratta di una rottura tra due ragazze o tra un marito ed una moglie, la ferita è la stessa, è straziante. Come poteva accadere una cosa del genere dal momento che mi sono presa cura ed ho amato così tanto qualcuno per 15 anni? Ero come una morta vivente, che camminava e respirava, ma niente aveva più importanza.

Una mia amica ha invitato me e qualche altro amico al suo battesimo. Mi ha chiesto di fare delle foto. Interessante perché il culto della domenica coincideva con il culto dei battesimi. Durante il culto ho fatto le foto ed era tutto quello che ero intenta a fare. Non capivo cosa stessero facendo (battevano le mani, cantavano, alzavano le mani mentre adoravano o mentre ascoltavano la predica del pastore). Dopo la predicazione continuavano a cantare, a battere le mani ed ancora a cantare (un modo molto strano di adorare).

Dopo il messaggio un’altra canzone di adorazione e qualcoa è accaduto: mi sono sentita scossa e le lacrime hanno cominciato a scorrere sulle mie guance. Appena sono salita in macchina, ho chiamato la mia amica e le ho detto: “Credo che lo Spirto Santo mi abbia toccato”, e le lacrime hanno cominciato a scorrere ancora di più. Appena sono partita in direzione dell’autostrada, ho detto: “Signore, ti dò la mia vita” e “tutti dovrebbero essere cristiani.” Venivo da un’altra fede e non sapevo nulla sul Cristianesimo.

Due cose sono successe quella notte. La prima è che quella notte ho dormito bene e che nelle sei notti consecutive ho chiesto allo Spirito Santo di riempirmi. In tutti quei mesi riuscivo a malapena a dormire per il dolore e i ricordi dolorosi che tornavano a svegliarmi. Un’altra cosa che è successa è stata che ero affamata della Parola. Ero solita buttare la rivista «Victor in Christ» che mettevano nella buca delle lettere. Dopo quel tocco, ne ho trovata una a casa che non avevo ancora cestinato e ho cominciato a leggerla dall’inizio alla fine.
Inaspettatamente mi sono sentita vicina alle testimonianze e a quello che c’era scritto.

Ogni domenica non vedevo l’ora di andare in chiesa, alle riunioni in casa e al gruppo di supporto.

Pensi che frequentando le riunioni e pregando sia guarita dalle attrazzioni verso lo stesso sesso e dal dolore che provavo? No! In effetti, andava peggio e cercavo qualcuno per essere la mia compagna. In chiesa e alle riunioni in casa, ero una normale cristiana; gli altri giorni, cercavo l’amore per riempire il vuoto della mia vita e litigavo con quella mia amica che si era battezzata sul fatto che la Bibbia fosse vecchia di 2000 anni. Inoltre, Singapore non è “aggiornata” quanto alle chiese e i pastori gay. Comunque, avevo paura di parlarne al responsabile del gruppo nel caso in cui mi sgridasse citandomi la Bibbia.

Abbiamo un meraviglioso e amoroso Abba Padre che conosce il momento perfetto per compiere il Suo disegno. Il primo dicembre del 1996 un pastore americano ex transgender è venuto a predicare nella nostra chiesa. Il servizio mi ha colpito anche per il modo in cui ha condiviso la sua testimoinianza. Sentivo di doverlo chiamare e parlargli perché poteva capire la sofferenza per la quale stavo passando.

Mi trovavo davanti al dilemma se chiamarlo o no. Alla fine ho deciso di chiamarlo e ci siamo messi d’accordo affinché andassi per una consulenza. È stato il dolore che mi ha portato a cercare assistenza. E la prima cosa che ho detto alla consulente è stata: “Non cambiarmi.” E lei ha risposto: “Non ti cambierò. Posso pregare per te?” Quel giorno è stato l’inizio delle sedute di consulenze e pochi mesi dopo ho raggiunto il gruppo di supporto con le altre donne.

Durante le sedute di consulenza e quelle del gruppo di supporto ho dovuto avere a che fare con tanti ricordi dolorosi della mi vita legati a mia madre e a mio padre. Mi sono dovuta ravvedere e perdonare me stessa e gli altri.

Queste sono state alcune delle controversie che ho dovuto affrontare. E mi trovo ancora nel percorso di guarigione.

Non potevo essere collegata con mio padre.
Quando ero piccola ero molto dispettosa ed iperattiva, e spesso ero fustigata dietro a delle porte chiuse a chiave così che nessuno potesse venirmi in aiuto. Dopo essere stata fustigata mia mamma e mia nonna non dicevano una parola sui maltrattamenti e la vita continuava come se nulla fosse. Venivo presa a vergate per delle cose giuste o sbagliate e nessuno mi spiegava cosa avessi fatto di male.
Per esempio, avevo insistito per portare un pacchetto di noodle fritti. Mentre li facevo dondolare, la cordicella si è allentata e il pacchetto è caduto a terra. Avevo 5-6 anni. Per questo sono stata fustigata da mio padre.

Così sono cresciuta senza sapere cos’era giusto e cos’era sbagliato ed avevo difficoltà a capire cos’era brutto e cosa era bello. Una bambina molto confusa. Dall’altro lato, apparivo come una bambina molto forte, e mi sono costruita un muro di difesa di fronte a me. Avevo sempre tanti problemi al lavoro con i miei capi uomini, non ero contenta di tante cose e ci andavo contro. Sono cresciuta con una forte capacità di fronteggiare lo stress: dovevo essere abbastanza forte da difendere me stessa dagli uomini, i quali non meritavano alcun rispetto.

Un altro problema è l’etichettarsi. Solevo vestire pantolcini, magliettine e portare i capelli corti. Sono capi comodi, sarai d’accordo. Per il mio comportamento dispettoso e iperattivo i parenti mi chiamavano “maschiaccio”. A scuola mi prendevano anche in giro per le mie maniere e i mei modi di comportarmi. Per incoraggiare la mia confusa identità di genere, le ragazze mi guardavano con ammirazione perché eccellevo negli sport a scuola. Ero molto confusa su chi fossi, né una femmina né un maschio, ma di un terzo sesso.

Tanti strati di dolore provenienti dall’infanzia durante la consulenza, il gruppo di supporto e frequentando il programma «Living Water» a Wellington (Nuova Zelanda) si staccavano via da me. Il Signore mi ha ristorato facendomi capire chi sono. Non è andata sempre liscio come l’olio. Infatti, tante volte durante il cammino di guarigione ho quasi mollato perché era troppo doloroso sradicare le radici di amarezza, di vergogna, etc ed affrontare il fatto di dover imparare nuovi schemi di abitudini.

L’ubbidienza e la perseveranza mi hanno aiutato più di tutto. Davvero, nostro Abba Padre è un grande Dio e sa il momento in cui mandare le persone ad aiutarci quando Lo cerchiamo ardentemente.

Lui fa dei bei doni e attraverso questo viaggio sta ristorando la relazione con i miei genitori. Io, mio padre e mia madre (sono figlia unica) ci siamo battezzati tutta la famiglia nel luglio del 1998.
Siccome cercavo aiuto, sono stata aiutata e ora sto aiutando altre persone che lottano con le ferite legate alla sfera sessuale.
Con Lui ogni cosa è possibile. C’è speranza nel Signore.

pOICHé TU SEI LA MIA SPERANZA, O sIGNORE, O eTERNO! (sALMO 71:5)