EX GAY: «GESÙ MI HA DATO LA FORZA DI PERDONARE I MIEI ABUSATORI ED OGGI SONO PADRE»

Sebbene James Parker fosse stato cresciuto in una famiglia cristiana in una comunità rurale dell’Inghilterra del Nord, nell’adolescenza si è convinto di essere gay. James ha confessato che mentre lottava con i problemi di identità si è dato all’alcol, sviluppando pensieri suicidi e comportamenti autolesionistici.
A 17 anni, alla fine si è dichiarato con i suoi genitori e con i compagni di scuola. Era scioccato per il fatto che non solo avevano accettato, ma addirittura incoraggiato la sua identità gay.
Quando ha fatto 18 anni si è trasferito a Londra e si è immerso nella comunità gay, assumendo anche un ruolo di attivista per i diritti degli omosessuali.
Nonostante lo stile di vita promiscuo, Parker mostrava ancora interesse per le cose spirituali e è ha cominciato a prendere parte ad un gruppo cristiano di gay e lesbiche, che a parte promuovere il sesso protetto non aveva un forte programma spirituale.
Mentre frequentava l’università si è calmato per via di una relazione di lunga durata con un ragazzo col quale aveva progettato di visitare un paese in cui il matrimonio gay era permesso, così da sposarsi.
Ma mentre frequentava l’università aveva ancora quel desiderio interiore per le cose spirituali e quando degli studenti l’hanno invitato ad assistere ai seminari che si svolgevano settimanalmente intitolati «Life in the Spirit», James ha accettato l’invito.
Negli incontri in cui si metteva l’accento su Cristo e sullo Spirito Santo, James alla fine ha preso la decisione di accettare Gesù nella sua vita, diventando cristiano. All’inizio non si trovava in conflitto con il suo stile di vita e invitava anche il suo ragazzo agli incontri. Anche lui è stato potentemente toccato dallo Spirito Santo.
Ma nei mesi che intensificava la sua comunione con Gesù, lo Spirito Santo ha iniziato a rivelargli delle aree della sua vita dominate dal rifiuto e dal dolore. Ha cominciato a sottoporsi alla terapia per affrontare i problemi che stavano saltando fuori.
Queste sedute non si focalizzavano sull’identità sessuale ma piuttosto sulle ferite emozionali. James confessa: “Questo ha incluso il doloroso processo di accettazione di essere stato regolarmente abusato da bambino da un certo numero di uomini nell’arco di tre anni.”
Era questo abuso che lo aveva rivoltato contro gli uomini eterosessuali. Aveva giurato che non si sarebbe più fidato degli uomini, che avrebbe avuto solo amiche e che si sarebbe identificato con le donne.
“Attraverso la preghiera ho cominciato a vedere come da bambino avevo scelto di essere fondamentalmente amico solo con le donne”, scrive James. “Mi ero emotivamente invischiato con tutto ciò che ci poteva essere di femminile e non avevo nulla di veramente maschile a fianco col quale bilanciare.”
Questo è diventato il catalizzatore che lo ha condotto allo stile di vita omosessuale.
Non appena questi luoghi di rigetto e abuso sono stati messi alla luce, James ha rotto col suo ragazzo di lunga durata e ha iniziato il doloroso processo di perdonare coloro che gli avevano fatto del male (inclusi i suoi genitori e i suoi fratelli).
Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi.
(Vangelo secondo Matteo 6:14)
Man mano che lo Spirito Santo faceva la sua opera e lui perdonava, James notava i i suoi cambiamenti fisici: la sua andatura cambiava da femminile a quella di un uomo, e anche la sua voce si era inscurita. Ma probabilmente la sfida più grande è venuta quando ha lentamente realizzato che non sarebbe più stato gay.
In questo periodo, sebbene ancora attratto dagli uomini, James rimaneva in astinenza.
Ma lavorando lentamente in quel processo di perdono, si è ritrovato che stava cominciando a sentire attrazione per le donne. Era quasi nella trentina quando ha iniziato a provare quei sentimenti “adolescenziali” che hanno i ragazzi e le ragazze.
Adesso che vive in Australia, James dice: “Oggi sono un padre, qualcosa che la comunità gay e qualche altro mi dicevano che non lo sarei mai stato, che non sarebbe mai stato possibile… Oggi mi trovo a migliaia di chilometri di distanza da dove mi sarei mai aspettato di essere una vita fa. Sto vivendo la più ricca delle relazioni e sono certo dell’eterno amore di DIO per me. Niente può sostituirlo.”
In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo.In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.
(Prima epistola di Giovanni 4:9-10)

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