Kamara Aniqua Hardee (USA)

IL SEME DELLA DERISIONE PIANTATO NELLA MIA INFANZIA E LA VOCE DI DIO…

La mia vita è cambiata nell’estate del 2011. 
Ho sentito una voce dirmi di guardare un albero mentre lavavo i piatti. Ho capito non essere la voce di qualcuno della mia famiglia perché a parte me non c’era nessuno a casa.
La voce ha cominciato a dirmi che gli alberi sono da sempre lì dove li vediamo ma sappiamo tutti che un seme è stato piantato.

Se chiedi ad un bambino da quanto tempo un albero si trova lì ti direbbe da sempre, ma sappiamo che non è così. L’omosessualità è la stessa cosa. Un seme è stato piantato in un bambino, come maledizione generazionale, o stupro, o aggressione sessuale, o umiliazione, derisione, maltrattamento, oppure assenza di un padre, etc. Il mio «seme» era la derisione. So di non essere nata gay. Ho compreso che i sentimenti omosessuali sono sorti in un momento preciso alle scuole elementari. I miei compagni mi prendevano in giro perché ero piccolina e i miei vestiti erano brutti. Avevo la sensazione che solo le donne mi mostrassero affetto. Per questo ho sviluppato dei sentimenti nei lori confronti e ho iniziato a provare qualcosa per le mie compagne.
Ho cominciato a vestirmi come un ragazzo alle scuole medie e ho avuto la prima fidanzata in seconda superiore. È stato al questo punto che ho iniziato ad “esplorare” ogni cosa e ad abbracciare lo stile di vita omosessuale.

Riprendendo la storia della voce dell’inizio, essa mi ha detto che nessuno è nato gay ma che il seme è piantato molto presto nella vita del bambino, così presto che non se ne ricorderà, senza rendersene conto e credendo di essere nato così.
Dopo averla sentita ho avuto una visione di me stessa che diceva la stessa cosa, ma stavolta in chiesa, ed è ciò che si è avverrato qualche mese dopo.

Un’estate ho dato finalmente la mia vita a Gesù perché avevo toccato il fondo. Facevo uso di alcol, fumavo, mi sballavo alle feste e nelle discoteche e avevo delle relazioni instabili. Ero stata accusata ingiustamente di stupro ma il mio caso è stato archiviato, grazie a Dio.

Nel novembre del 2013 sono stata liberata. Una mattina, svegliandomi ho sentito qualcuno dirmi: “Sei libera”. Da quell’istante è cominciato un viaggio meraviglioso che mi ha portato a fidanzarmi con un uomo meraviglioso. Non dico che il matrimonio sia la panacea a tutti i mali o il bene supremo, ma mi rendo conto che Dio ha in serbo un piano stupendo, ad hoc per tutti coloro che abbandonano l’omosessualità. Alcuni resteranno celibi e serviranno Dio a tempo pieno mentre altri saranno chiamati a sposarsi, ma sempre affnché il Suo piano sia realizzato.

Oggi sono felicemente sposata nel Signore e sono madre di una splendida bambina.
Sono molto grata al Signore di avermi parlato perché la mia vita non è più la stessa da allora.

Ma io spererò del continuo e ti loderò sempre di piú. La mia bocca racconterà tutto il giorno la tua giustizia e le tue liberazioni, perché non ne conosco il numero. Mi addentrerò nelle potenti opere del Signore, dell’Eterno, e ricorderò la tua giustizia, la tua soltanto.
(Salmo 71,14-17)