SESSODIPENDENZA E PENSIERI SUICIDI.
QUALCUNO HA BUSSATO ALLA MIA PORTA.
«Oggi se odi la sua voce, non indurire il tuo cuore» (Lettera agli Ebrei 3:15)
Ero sessodipendente, vittima di disordini alimentari ed emotivi e dei pensieri suicidi. La mia vita era un infermo. Ma l’inferno non ha potuto trattenermi.
Il mondo e la società mi facevano credere che era tutto normale e quello che vi sto per raccontare di questo inferno vi sconvolgerà. E riguarda la maggioranza delle persone di oggi che l’hanno accettato, normalizzato e, addirittura, « statalizzato ». Ora, quello che attraversavo e che forse stai attraversando anche tu è lungi dall’essere normale. Non sei stato fatto per questo. E qualora decidessi di passare aldilà del messaggio di fondo, sappi che ne va della tua stessa vita.
«Poiché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e dell’evangelo, la salverà.» (Vangelo secondo Marco 8:35)
Non ero capace di uscirmene da solo da dove mi trovavo, era come camminare nelle sabbie mobili. Ho provato a cambiare, a migliorarmi…ma non ci riuscivo. Non sapevo chi potesse tirarmi fuori da tutto questo.
«Il Figlio dell’uomo è venuto per salvare ciò che era perduto.» (Vangelo secondo Matteo 18:11)
Ho perduto diverse volte la speranza. Pensavo che la mia vita non valesse niente; non aveva nessuno visione del futuro e di cosa mi sarebbe aspettato. E proprio quando ho voluto farla finita sono stato trattenuto e l’inferno che vivevo è crollato sotto i miei piedi, al solo udire la sua voce…
«Poiché, quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo visto e udito.» (Atti degli Apostoli 4:20)
Arrivato all’adolescenza mi sono reso conto di provare attrazione per gli atlri uomini. Arrivato alla ventina ho cominciato a fare mio questo stile di vita, convinto che questo amore fosse normale o comunque che mi corrispondesse e che potessi vivere in questo modo. Ho moltiplicato le esperienze e più continuavo più andavo a fondo.
«Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all’Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro Dio che perdona largamente.» (Isaia 55:7)
Fino al giorno in cui qualcuno ha abusato di me mentre dormivo. Un’atmosfera nauseabonda era palpabile nella stanza e dopo essere riuscito a liberarmi e che lui è andato via, mi sono sentito interamente circondato dalle tenebre finché una voce è risuonata dentro di me, dicendomi : «Ti sosterrò ancora.»
«La voce dell’Eterno è sulle acque; il Dio di gloria tuona; l’Eterno è sulle grandi acque.» (Salmo 29:3)
Nello stesso momento le tenebre che mi minacciavano si sono dissipate istantaneamente. Mi ricordo di essermi alzato da dove ero, sbalordito della pace che sentivo che era inversamente proporzionale a quello che era appena accaduto.
Ho iniziato da quel giorno a sperimentare chi era. Lo chiamavo Dio. Dopo la tempesta era arrivata la quiete. Ma dopo qualche mese ho conosciuto un altro ragazzo e stavolta è stata come una vera e propria discesa all’inferno.
Non mi rispondeva più. Ho passato diversi anni errando e cercandolo e non spaveo che era ancora lì.
«Io stesso insegnai ad Efraim a camminare, sostenendolo per le braccia; ma essi non compresero che io li guarivo. Io li attiravo con corde umane, con vincoli d’amore; ero per loro come chi solleva il giogo dal loro collo, e porgevo loro da mangiare.» (Osea 11:3-4)
Dopo un fallimento lavorativo ho deciso di partire all’estero… Mi ha parlato di nuovo. Mi ha detto che stavolta mi avrebbe liberato una volta per tutte. Partendo ho fatto molte esperienze e ho capito più cose su di me ma anche su di lui. Ma quando sono ritornato in Francia ero sempre lo stesso, e niente era cambiato.
Ritornando a Parigi, ho capito che volevo ripartire. Dopo essere rimasto un mese volevo provare a farmi un’altra vita e il giorno prima di partire mi ha detto : «Voglio vivere con te».
«Ecco, io sto alla posta e busso, se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me.» (Apocalisse 3:20)
Sono arrivato alla mia destinazione e mi sentivo ancora più miserabile di prima, in preda alle dipendenze e distrutto. Voelvo incontrare degli sconosciuti per averci dei rapporti, mangiavo male e non avevo nessuna idea di cosa potesse essere il meglio per me.
«Chi conosce infatti ciò che è buono per l’uomo in questa vita, durante tutti i giorni della sua vita vana che egli trascorre come un’ombra?» (Ecclesiaste 6:12)
Fino ad una mattina in cui mi ha mostrato quello che era nel mio intimo, e me ne vergognavo. Come se un cancro mi divorasse da anni, come se una zecca gigante abitasse nelle mie viscere, succhiandomi la vita e sprigionando il suo veleno fino ai meandri più profondi del moi essere. Mi vergognavo e avevo paura che qualcuno se ne rendesse conto, ma era il momento e ho deciso di dargli tutto, anche se fosse stato necessario espormi davanti a tutti. Aveo già sentito parlare di lui e sapevo che porteva liberarmi.
«Colui che viene a me, io non lo caccerò fuori.» (Vangelo secondo Giovanni 6:37)
Ho capito che ha sofferto per noi, che è sceso per portare al posto nostro questo fardello troppo pesante. E mentre consideravo le sue sofferenze e come si è spogliato, torturato e messo a morte con supplizi inimmaginabili, le mie ferite hanno cominciato a bruciare.
«Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace è caduto su di lui, e per le sue lividure noi siamo stati guariti.» (Isaia 53:5)
Ho passato tre giorni a piangere, sentendomi completamente distrutto interiormente. Seppure ormai sapevo che ciò proveniva dal male che avevo commesso, sembrava che tutto il moi essere gridasse e fondesse in lacrime per lo stato in cui versavo. Mi sentivo sporco, a pezzi, misero.
Ho capito quello che avevo fatto per me solo qualche giorno dopo, quando mi sono reso conto di essere libero. Tutti i miei disturbi erano spariti e non mi passava manco per la testa di fare quello che prima era impossibile non fare attraverso i miei sforzi.
«Ci ha liberati e ci libera da un sì grande pericolo di morte, e nel quale speriamo che ci libererà ancora nell’avvenire…» (Seconda lettera ai Corinzi 1:10)
Da qualche mese ormai non ho più problemi con la mia sessualità e non sento più nessuna attrazione per lo stesso sesso; ho ripreso a mangiare normalmente e i rapporti con gli altri sono stati risanati.
«Se dunque il Figlio vi farà liberi sarete veramente liberi.» (vangelo SECONDO Giovanni 8:36)
Quando ho capito quello che aveva fatto, ho visto che il mondo non l’aveva ricevuto («Egli era la luce vera (…) che era nel mondo (…) ma il mondo non l’ha conosciuto », Vangelo secondo Giovanni 1:9-10) ma che, al contrario, è stato disprezzato, misconosciuto e, ascoltando il suo messaggio, il mondo si è tirato indietro, quando lui era venuto proprio per liberarci.
«Lo Spirito dl Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, e per predicare l’anno accettevole del Signore.» (Isaia 55,1 – Luca 4,18-19)
Il motivo è che ha reso testimonianza del mondo, mettendoci di fronte alle nostre opere malvagie. Ma se oggi ti sta parlando, non nasconderti, ma riconosci di essere smarrito e cogli l’occasione che ci ha dato di vivere. Perché all’infuori di lui non c’è nulla. Questo mondo passerà ed il suo giudizio è già scritto. Oggi ravvediti per non prenderne parte.
«E in nessun altro vi è salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati.» (Atti degli Apostoli 4:12)
Ho scopeto chi era. È il grande Consigliere, il potente Dio, il Padre eterno, il Principe della pace, Colui che spezza le catene, il Consolatore, il Salvatore, il solo mezzo che abbiamo per essere salvati: il suo nome è Gesù.
