GAY, I PRIMI OMOFOBI. VITTIMA DI PEDOFILIA CRISTO MI HA RIDATO LA VITA
Parlare dell’omosessualità per me oggi è diventata una cosa unica, intensa e piacevole. Insomma, vivere questa pratica e riuscire ad uscirne – sebbene la società insista nel dire che non ce n’è possibilità – è grandioso e di un estremo valore.
Bene, mi chiamo Uziel Marinho, 24 anni, brasiliano, Cristiano per la grazia di Gesù ed anche un ex omosessuale, uno dei tanti sparsi in questo mondo. Prima dei 10-11 anni facevo una vita salutare giocando in strada con bambini e bambine. I giochi che facevamo erano diversi, dal nascondino alle bambole. E’ interessante fare qualche precisazione su questo tema e riflettere sull’ignoranza di chi pensa che giocare con le bambine e con oggetti femminili porti il bambino a sviluppare l’omosessualità. Niente affatto! Quello che porta a questo, tra le tante cose, è l’assenza di un padre che indirizza il bambino nelle vie del Signore. Non è privandolo del mondo, ma orientarlo nelle direzione che deve seguire. Sono argomenti delicati dei quali non si discute mai al giorno d’oggi, in cui si tenta di capire con certezza come abbia inizio l’omosessualità. Ed io ho messo tra la lista questa, l’assenza del padre, perché si tratta del mio contesto.

Mio padre non è mai stato presente. Appena sono stato messo al mondo, ho già dovuto affrontare grandi battaglie sociali a motivo del suo distacco. Ho preso questo argomento, passando sopra il punto principale di questo paragrafo, per dire che giocare con una vasta gamma di giochi influenza solo minimamente la salute mentale e fisica del bambino.

Io, per il fatto di giocare con bambine e con oggetti “femminili”, sono stato etichettato come “checca”, “femminuccia”, “la pecora nera”, “la donnetta della mamma”. E tutti questi appellativi hanno creato in me dei desideri sfrenati di vendetta, perché nel regno spirituale questi termini non erano altro che maledizioni lanciate alla mia persona e che prendevano sviluppo nel mio essere.
Da un lato non ho avuto l’aiuto di un padre presente, dall’altro le persone vicine ed i famigliari mi dicevano che ero donna, che ero gay. Quando trai 10-11 anni sono stato stuprato, questo stupro si è consumato nel silenzio, perpetrato da qualcuno che ha saputo come adescarmi: per soli 2 reali (nemmeno 50 centesimi di Euro). E siccome pensavo che voleva soltanto conoscere il mio corpo, appena ha iniziato a toccarmi, io stesso ho cominciato a rendermi complice di quella situazione. Nel suo cuore c’era l’intenzione di farmi del male, di ferirmi. E questo è successo! Sono stato stuprato in un bar, al suolo, come un animale, da uno che dall’età poteva essere mio nonno, con una mano sulla bocca per non farmi gridare. Ed in questo modo, disgustoso, duro e crudele, sono stato scaraventato in questa vita.

Un abisso chiamava l’altro… Il mio comportamento è cambiato drasticamente. Il mio corpo è cambiato. Tutto in me stava cambiando: aggressivo, violento, sesso-dipendente, alcolizzato, pornomane, fumatore, ladro… La mia vita? Diretta verso un precipizio.
Sono stati uomini sporchi, puliti, con soldi, senza soldi, con malattie, senza malattie, tutti usandomi come se fossi un pezzo di carne lacerato. Sono stati tanti coloro che per tanti anni hanno ferito la mia anima. Erano persone che mi dicevano di servire Dio, dirigenti che mi cercavano, persone che mi incoraggiavano ad avere fede. Sono stati tanti gli uomini che mi hanno messo le mani addosso come se fossi una donna; sono stati più di cento. E il maligno? Stava lottando per uccidermi, mettendo dentro di me dei disturbi della psiche, stabilendo che sarei morto a 20 anni, che non li avrei sorpassati. Ero distrutto, ma giocavo a fare la persona più felice del mondo, all’apparenza, come se quella vita fosse una vita fruttuosa. Non lo era e mai lo sarebbe stato. Era una vita di dolore, di tormento dell’anima, di rigetto, di divisione, di odio. Gli stessi uomini che si coricavano con me cercavano di togliermi la vita; gli stessi amici che camminavano con me, che mi portavano per certe strade, cercavano di farmi del male.

Le persone avevano l’abitudine di dirmi che la chiesa era la patria degli omosessuali, che la chiesa imponeva l’odio alla persone, che la chiesa stessa aveva dato vita all’omofobia. Bugia! Bugia! Chi gestisce tutto questo sono proprio gli omosessuali: sono loro che dividono, sono loro che infondono omofobia nella società. Sì, esistono gerarchie tra di loro. Travestiti, gay simpatizzanti, gay orsi, giovanotti, gay in uniforme, stalloni, ben dotati, di periferia. E tra alcuni di loro non c’è nessun legame. Nei siti di incontri specificano soltanto di che “tipo”, “categoria” fanno parte. E la cosa più agghiacciante: “non uscire con gay effeminati”. Dico questo perché ne sono stato il bersaglio. Per molti anni sono stato rigettato; gli uomini si relazionavano con me e mi lasciavano insoddisfatto. E’ un mondo oscuro, un mondo di dolore. I gay vengono uccisi dagli stessi gay, i gay sono usati da merce di scambio dagli stessi gay. Loro stessi impongono le regole; loro stessi decidono chi entra e chi esce. C’ho vissuto abbastanza per capire che questa vita non dà libertà a nessuno. Non esiste nessun gay che sia felice. Possono dibattere, esprimersi, difendersi, gridare, ma nell’intimo di ognuno di loro esiste un vuoto; un vuoto che solo l’amore di Dio può colmare. Sì, Lui lo colma, come ha colmato il mio.

Satana aveva stabilito la data in cui sarei morto (20 anni); Gesù è arrivato e mi ha fatto vivere (oggi ne ho 24). Satana, circa 10 anni fa, mi aveva detto che sarei morto di AIDS, ma mai nessuna malattia mi è stata diagnosticata. Satana mi aveva detto che non sarei mai stato liberato, che sarei stato per sempre condannato a questa pratica. Sono stato liberato il 12 ottobre del 2014. Satana aveva decretato che non sarei mai riuscito ad amare una donna, che questo desiderio non lo avrei mai provato, ma il 5 agosto del 2017 mi è stata mandata la donna più bella dell’universo. Prima di questo, Dio, tramite un processo di liberazione, ha messo in me il desiderio per la donna. Satana è un bugiardo, un imbroglione, un astuto, padre dell’inganno e di tutte le cose contrarie a Dio.
Quando avevo 20 anni, ho incontrato l’Uomo più bello di tutti i tempi; l’Uomo che mi ha dato quello che gli altri uomini della terra mai mi avevano dato realmente: l’amore incondizionato; l’amore che mi ha fatto diventare la persona più felice di questo mondo; l’amore che ha messo fine a tutti i miei peccati; l’amore che si è caricato di tutte le mie trasgressioni; l’amore che ha diviso la mia anima dalla mia carne; l’amore che ha ravvivato il mio spirito. Gesù è entrato e mi ha dato la vita, la vita che non avevo mai avuto.

Oggi Lo servo con tutto il mio essere, vivendo delle esperienze meravigliose accanto a Lui. Lui ha ricreato quell’uomo che mai avrei pensato di poter essere.
Gesù detiene sempre la chiave della tua vittoria. Indipendentemente da quello che è successo nella tua vita, di quello che la gente dice, di quello che il diavolo dice, tu puoi essere il sogno di Dio. Puoi godere del meglio del meglio delle benedizioni di Dio, anche materiali, ma soprattutto una intimità con Colui che mai ti lascia senza forze, mai ti delude, mai ti respinge, mai ti dice no a qualunque cosa sia secondo la Sua volontà, per il tuo bene. Lui sta alla porta e bussa, chiedendo di entrare nel tuo cuore e darti, per grazia, il Suo immenso amore. Lui dice che tutto è possibile a chi crede. Credi in Gesù, credi alla Sua morte, credi alla Sua risurrezione, credi che ha compiuto tutto per te, credi che Lui ti porterà in una nuova terra, una nuova storia, per la Sua gloria. Ricordati che Gesù è una persona e che vuole fare di te un amico. Lui sta tornando ed io so che vuole portarti a gustare il meglio di quello che Lui ti ha già provveduto.

Grazia e pace. Pregate per me.
Tu mi mostrerai il sentiero della vita; c’è abbondanza di gioia alla tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno. (SALMI 16:11)

Simplesmente, Obrigado por esse amor exalado nessa oportunidade.